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Ommmm...ommmm..

Recitato in data martedì, 27 maggio 2008 parapsicologia, traumi quotidiani, lesboworld
...stavo piangendo sul piatto della doccia tutti quei miei amati capelli lunghi neri che stamani hanno deciso di lasciarmi come hanno fatto i loro fratelli ieri e l'altro ieri e l'altro ieri ancora...
Perchè mi dovete abbandonare proprio ora che ho più bisogno?
Effluvio da stress acuto, mi ha detto.
Se l'effluvio, come dice, dura e si risolve in tre mesi circa, spontaneamente, mi chiedo come farò a non diventare calva..
calva









Chissà se mi dona il riporto..

Ma rileggiamo bene:
EFFLUVIO DA STRESS ACUTO...
Cazzo.
Più ci penso e più mi viene da chiedermi...
MA COME SI FA A NON STRESSARSI IN QUESTE CONDIZIONI? E SI DEVE PERDERE I CAPELLI?
Bisogna assolutamente cambiare perchè così non si va...e l'elemento più facile da modificare è proprio il "noi stessi"  visto che pensare di poter cambiare gli altri è follia pura, vero...
risata
Se non vi spiace mi faccio un piccolo elenco di inezie che dovrei proprio migliorare in me....
E se per caso volete potete anche aggiungere o sottrarre qualcosa a vostro piacimento personale.

-comportarmi più spesso senza pensare a cosa gli altri potrebbero ridire su di me o a come gli altri potrebbero reagire
-fregarmene se gli altri pensano male o reagiscono male
-fare più spesso ciò che mi piace
-non credere a tutto ciò che sento
-non credere che il resto del mondo, nel bene e nel male, pensi e agisca solo in funzione mia
-coltivare più amicizie, anche quelli "superficiali" e coltivare più interessi
-esercitarmi nel distacco dalle sensazioni troppo coinvolgenti, sia positive che negative
-non permettere più di farmi dominare, da niente e da nessuno300px-Circus_Lion_Tamer













-nutrire corpo anima mente
-svagarmi
-divertirmi
....
...

Dita calcò le scene alle 13:10 | commenti: commenti (3)(popup)
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Magari

Recitato in data lunedì, 26 novembre 2007 traumi quotidiani, inquietudo, lesboworld
..al risveglio, mai niente è realmente come ti è sembrato nella notte...ma perchè?




Dita calcò le scene alle 13:51 | commenti: commenti (20)(popup)
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Fides

Recitato in data venerdì, 02 novembre 2007 de vita, parapsicologia, traumi quotidiani, lesboworld
Stavamo parlando di anima.
Chi, infondo, non si ritrova il mercoledì sera, in una stanza fredda, a parlare di anima, delle sue ferite e dei suoi diritti?
Ecco....stavamo parlando di anima, di spirito, del rispecchiarsi nell'anima dell'altro e discorrevamo su quanto i nostri desideri "veicolari", del nostro corpo più terreno, da una parte ci allontanino dalla piena espressione della nostra essenza pura, e dall'altra siano una strada maestra per ascoltare il nostro Sè. I desideri, soprattutto quelli più ossessivi e possessivi, potrebbero essere l'espressione delle nostre ferite profonde, magari subite e ricevute gratuitamente in tempi remotissimi e ancora un pò sanguinanti....ascoltare ciò che il nostro corpo ci chiede è importante per raggiungere con l'orecchio la voce dell'anima; stando bene attenti a non fermarsi, però, alla materialità di quella smania.
All'inizio mi parevano parole rilucenti come gocce d'oro e quasi avevo i brividi.
<...ma cavolo, voglio essere così, come quest'uomo che sta parlando ed ammalia con le sue sentenze animiche....ho proprio fatto la scelta giusta!>
Ma poi...
E' bello elevarsi ad idee talmente platoniche da sperimentarsi così incorporei e volteggianti; architettare e concepire una nuova ragione che ti dà il vigore e la sicurezza che <ho deciso....da domani voglio ascoltare il mio profondo>;
poi sali in macchina, metti quel cd e la carogna ti sale.
(Mi sa che di recente devo aver involontarimente sbrigliato la carogna..adesso sale e scende a suo piacimento dalla mente, al cuore, allo stomaco, fino ai piedi, per poi risalire...e non mi sta mica tanto bene).
Si è appena finito di parlare di nuova essenza all'orizzonte, senza macchia e senza pecca, per una futura esistenza animica e poi....mi cadi nella carognissima?
Intendendo con carognissima il più completo stato di inappagatezza, velato di malinconia e generalmente diretto verso un particolare viso e/o persona.
Ultimamente la penso spesso; a come avrei dovuto agire e come ho agito; a come avrei dovuto parlarle e a come non le ho parlato; a come mi sembra di essere stata presa e a come l'ho presa io.......grom.
Insomma: penso e rifletto ai mille cavilli che avrebbero potuto essere diversi e gestiti meglio e al fatto che adesso mi manca lei moltissimo. Non credevo che pochi mesi sarebbero bastati per bruciarsi così, e invece...ma guarda un pò.
E quindi, capito? altro che essenza pura e spirito....bietto desiderio dei bassifondi.
Poi vai dal gastroenterologo per la sindrome irritabile cronica...

<Che succede?>
<Bua al pancino...tanto male>
...non ho detto espressamente così, ma, sai, i medici, se ti mostri troppo consapevole del tuo dolore, mica ti prendono sul serio..
<Che dolore?>
<Turgore, quasi tumefazione, fitte a grappolo, ritenzione; e poi a volte succede che mi prende anche lo stomaco; e poi, quando mi mangio qualche alimento particolare...>
<Si si ho capito tutto...è una ferita interna. La mando da uno specialista. Ecco la richiesta>
<No, guardi, non credo sia...no no....non ho nemmeno finito di dirle che ho fatto una dieta..e poi...uno specialista?? Ma il mio medico mi ha mandato qui da lei che è uno specialista...>
<Si, certamente quello che ho detto...una screpolatura o similare. Torni con il referto del mio collega più specialista>
<Ma io veramente..pensavo..credevo che..ho fatto anche una cura ayurvedica che mi ha fatto bene, ma ora non posso...>
<Si si perfetto. Forse è il caso che faccia una vera cura adesso..>
Ha rimarcato particolarmente quel "vera cura". Che forse mi ha dato dell'esoterica?
<Guardi se mi ascoltasse due minuti potrei raccontarle che...>
<....Si, dopo che ha fatto la visita
(iper)specialistica> l'iper l'ho aggiunto io <torni da me>
<Magari potrebbe...>
<Si si, benissimo ecco...sono 70 euro>
<Vede io ho fatto....70 euro? per cosa?>
<Per la visita>
<La visita specialistica che devo fare?>
<No, quella che le ho appena fatto>
<........................>
immaginate un viso (il mio) e il suo sconcerto e turbamento.
<.........>
immaginate, ora, un viso (del sanitario) e il suo paraculamento accidioso.
<Mavafancùùùùùùùùlo>

....non ho detto espressamente così, ma, sai, i medici, se ti mostri troppo indocile, dicono che sei oppositivo e ti mandano a psichiatria.
Dita calcò le scene alle 16:26 | commenti: commenti (14)(popup)
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Perle

Recitato in data sabato, 29 settembre 2007 de vita, parapsicologia, teatralitĂ , traumi quotidiani, notiziorum
petruzzelliPuò il senso di rassegnazione essere una chiave di volta per aprire la risoluzione della situazione problematica?
Pensavo a questo ieri mattina, mentre scorrazzavo nel traffico con.....lei: l'attrice che più preferisco e che ha calcato le scene del mitico Petruzzelli di Bari. Mia nonna.
Guidavo cercando di non perdermi nei meandri di Scandicci rivoluzionato dalla prossima Tramvia e nelle orecchie solo quella voce:
"..perchè devi tornare a recitare, ora abbiamo il teatro fisso e le scene e i compagni recitano benissimo e siamo una bella compagnia e la Sandra non la reggo e si deve recitare a Pisa, a Livorno e siamo richiestissimi..e ora si va al tenax, sai che recitiamo al tenax?" Si, alla disco con gli impasticcati e le luci psichedeliche. Lei lo farebbe senza problemi, non vi preoccupate.
"Certo nonna"
"...e tuo zio ha fatto un incidente e devo pagare...e poi metto l'apparecchio acustico e mi gira sempre la testa...oioi come si invecchia male..e la tua mamma e la Vanna e Mauro e quanto è bravo, bello, onesto, attore, umile, un buon partito, sposalo e lo dico per te e lo sportello del forno, mi devo comprare un nuovo frigorifero, faccio una cambiale, un mutuo, delle rate..devo portare il cane a tosare, mi accompagni? e mi lasci davanti al comune che devo andare a Mani Tese? e ci serve un divanetto per la scena e mi dai il tuo no anzi me lo compro nuovo, gonfiabile, con tre gambe, alto, morbido, senza cuscini ma con lo schienale e braccioli, ma economico, usato, trasferito, filtrabile, me lo regalano, a fiori, ma forse con le stringhe fa più scena e lo ricompro, lo imbottisco, lo cucio, lo cuocio...ieri sera mi son fatta la peperonata, il pollo, il latte condensato, devo fare la spesa, non ho soldi, mi fai un prestito, ma ho riscosso..."
"Certo nonna"
"..e l'incidente che ha fatto tuo zio, te l'ho detto? mi servono un milione e mezzo e dove li trovo? e poi metto l'apparecchio acustico e mi gira sempre la testa...oioi come si invecchia male..e la tua mamma e la Vanna e Mauro e lo sportello del forno........e siamo già arrivati???"
"Certo nonna"
Insomma quando devo stare con...lei è sempre un pò una preoccupazione per me perchè non so mai come mi ritrovo quando tutto è finito; e questo mi crea ansia a livelli psicosomatici, con attributi annessi.
Ma non è solo...lei che mi crea questo disagio; è un pò una reazione che ho (ho avuto) di fronte alle più svariate situazioni, per non dire tutte le situazioni: si sa che chi soffre d'ansia patologica la generalizza a tutti i livelli di vita.
Ieri mattina non avevo ansia.
Mi sono sorpresa.
Eppure la situazione era altamente ansiogena, ve lo assicuro!
Ma non lo ero e ciò mi ha dato da pensare.
Credo sia l'effetto di quel processo di cui parlavo giorni fa. Ho misteriosamente imparato a vedere automaticamente il buono e il positivo in ogni situazione: tutte ce l'hanno, bisogna solo avere voglia di trovarlo. E una volta trovato, si prova un mistico piacere nel fare le cose; non solo, ma ci si convince che tutto ciò che facciamo è necessario e utile e degno di essere fatto bene; bisogna godere di ogni nostro compartamento ed essere focalizzati nel qui ed ora senza vagare col pensiero a ciò che verrà dopo, poi, domani, fra una settimana o fra un'ora. Questo contrastare il presente che non ci piace ed essere proiettati nel futuro, mette ansia. Patologica. Che poi viene somatizzata.
Credo che questo passaggio, insight, automatico all'accettazione del godere recondito di tutte le cose stia nel fatto della rassegnazione. Mi sono rassegnata, ieri mattina, a passare una sfilza di minuti interminabili con...lei e ho evitato, così, di sprecare energie mentali per una vana opposizione alla situazione e ho scoperto, con mio sommo piacere, che è stata anche una piacevole mattinata!
Insomma..tutto per dire che i soldi che da tre anni dò al mio analista, non sono stati buttati.
Perchè, come dice...lei, mia nonna che ha calcato le scene del Petruzzelli di Bari, siamo tutti come il ciuco del Benelli: con mille mali sotto la coda e la coda marcia.
Dita calcò le scene alle 19:02 | commenti: commenti (16)(popup)
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Dominus

Recitato in data domenica, 16 settembre 2007 reparto, de vita, parapsicologia, traumi quotidiani, inquietudo


Stamani mi sono svegliata alle cinque perchè ho sentito molti spari.
Ha riaperto la stagione della caccia, evidentemente.
Mi sono chiesta come fa una persona ad alzarsi alle quattro, prendere cane e fucile, fare kilometri arrivando nel bosco per uccidere degli animali.
Uccidere degli animali!
Questa è una delle cose che, nonostante le mie inumane capacità comprensive, rimarrà misteriosa.
Un pò come i cerchi nel grano...mah.
Mi sono interrogata per circa....due minuti, giusto il tempo di uscire dalle calde coperte, raggiungere il cesso e fare pipì...stavo scoppiando!
Poi mi sono riaddormentata.
Sempre con l'eco dei fucili e dei latrati di cani.
Mi sono risvegliata alle nove, ho fatto il caffè con la schiuma e ho mangiato a quattro palmenti, perchè, si sa, la colazione è il pasto principale; anche se poi ti riaccoccoli sul divano inebetito dalla tv e dal cibo.
Ecco, si. Questo è il mio settembre. Questa la stessa sensazione che mi vien dietro da mesi: oscillo da uno stato di frenetica ansia nell'attesa che qualcosa di incredibilmente fantasmagorico mi colpisca e mi sconquassi l'equilibrio quotidiano, alla sempre più convinta consapevolezza che non c'è niente di incredibile che deve succedere....e mi inebetisco sul da farsi; non so se mi tortura di più l'attesa dello sconvolgimento o la consapevolezza che questo piattume è la vita. Che poi non è un piattume vero e proprio...è il convencersi che l'esistenza è proprio la somma di tante piccole cose quotidiane che dobbiamo via via costruire.
Oddio, come sono quadrata oggi.
No, in realtà sono tremendamente triste perchè il mio tirocinio è finito.
E' finito! Terminato, liquidato, completato, chiuso....è passato un anno da quando ho cominciato a farmi sfruttare ed adesso è già finito!
Un altro passettino fatto verso l'autorealizzazione.
Ed essendo io tremendamente romantica e di animo deflesso, non posso che riguardare sempre al passato e piangere per ciò che non c'è più...
Ho fatto l'ultimo colloquio con quella che, coincidenza, è stata la prima persona che ho visto, sei mesi fa...
Ho salutato il mio capo ( che rivedrò alla scuola di specializzazione fra qualche mese)...
Ho ringraziato i miei cari tanto cinici medici compagni di stanza...
Ho fatto ciao-ciao alle infermiere che non avranno più qualcuno sotto di loro da trattar male...
Ho sorriso alle inservienti con cui prendevo il caffè schifoso della macchinetta....
Ho stretto la mano al capo reparto che tutti temono...

Ma perchè ho la sensazione di essere invecchiata tutto d'un botto?
Le cose che prima di affliggevano, non le penso più...o forse le ho ricacciate giù nel profondo, inconscio buco che è la nostra anima?
Le cose a cui ero tremendamente e rigidamente attaccata e a cui credevo di non poter rinunciare, non le ho più...non le credo più...
Mi sembra tutto più facile e nello stesso tempo tutto molto più complicato...più facile perchè ho imparato ad accettare alcuni lati personali e ho capito che, nonostante tutto, si può sempre andare avanti e cambiare; più difficile perchè ora mi devo concentrare sul resto del mondo.......su quello che c'è al di fuori.
Che angoscia pazzasca.
E poi c'è la solitudine.

Manca qualcosa.
.....
.....
......
Eppure manca qualcosa....
Si, manca qualcosa....

O_O

Grom....la mia dottoranda non c'era....non le ho detto addio..
Dita calcò le scene alle 19:53 | commenti: commenti (21)(popup)
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Fiele

Recitato in data martedì, 17 luglio 2007 parapsicologia, traumi quotidiani, inquietudo

Mi sono tuffata con il desiderio di liberarmi da questo enorme peso che mi porto nella pancia da qualche giorno..ed ho cominciato a nuotare con tutta la forza che potevo avere, proprio per vedere se riuscivo a scaricare la mia inquietudine. E più forza ci mettevo, più il peso diventava enorme ed ingombrante. Mi sono resa conto, dopo poco, che nella testa mi risuonavano dei tamburi e questi scandivano il ritmo delle mie bracciate e il tum-tum infondo al cervello alimentava la mia rabbia profonda. Una rabbia pazzesca. Rabbia, rabbia, rabbia...ero così affaticata e gravata da questa zavorra di veleno che mi è venuto il fiatone in poco tempo. Strano. Non mi viene mai il fiato grosso mentre nuoto e, anzi, generalmente riesco a rilassarmi con una facilità favolosa. Dieci vasche, un minuto di riposo, dieci vasche, un minuto di riposo.....e ancora dieci vasche. Cercavo di tenere l'istinto iroso sotto controllo e di sublimarlo con pensieri "positivi", come ci insegnano alle supervisioni. E allora, con un fare un pò beota, comici a chiederti:

"Da dove viene tutta questa rabbia che mi scorre dentro? che ha da dire il mio povero fegatino strabordante di bile..??"

Ed ho cominciato a dialogare, come una deficiente, con il mio fegato. Si, con il mio fegato.

"Su su...dimmelo, che ti fa ammattire? cosa c'è che non riesci a filtrare?"

Insieme a questa serie di domande sarebbe consigliato accompagnare il pensiero con dei movimenti delle mani dal basso in alto, dal punto del corpo dove senti il sentimento negativo fino alla testa..ma ho preferito farmi intimamente queste invocazioni mentre nuotavo a pelo d'acqua, lasciando perdere tutto ciò che poteva essere l'associazione mimica..Non sia mai che risultassi agli occhi della gente più stolta di quanto sia già.

Alla fine della fiera, comunque, non sono riuscita a placare il mio moto di rabbia nè tantomeno a comprenderlo a fondo. Chissà, forse mi dava fastidio l'idea che era l'ultima nuotata in quella piscina ed, essendo io assolutamente patetica e malinconica, guardavo tutto con gli occhi di un "Addio!!".

Terribilmente da Diva.

"Addio tavoletta azzurra, addio galleggiante maculato. Ciao spogliatoio sempre asfissiante. E ciao asciugatori di capelli...Ciao ciao!"

Ma non ho ricevuto nessuna risposta. Solo una pacata indifferenza.

Che rabbia.

Dita calcò le scene alle 15:42 | commenti: commenti (15)(popup)
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...e crash!

Recitato in data giovedì, 05 luglio 2007 traumi quotidiani

Più ci penso e ci ripenso e più mi sembra un fatto incredibile. Avevo anche fatto un sogno, la notte precedente...avevo sognato che i carabinieri, di notte, mi fermavano nella via di casa mia e mi facevano una multa esosa perchè non aveva la cintura di sicurezza. Memore di questo evento onirico, la mattina dopo, un pò per gioco, un pò per scrupolo, mi sono messa la cintura (mi vergogno a dirlo, ma io, la cintura, non la metto praticamenrte mai. Fino a domenica). Io non credo ai sogni premonitori. Penso, al contrario, che la mente e la psiche arrivino a condizionarci a tal punto da poter "dirigere", poi, il nostro comportamento; lo guidano fino a farci compiere azioni totalmente insensate, irrazionali, disadattive. Con le inevitabili conseguenze del caso. Un pò una profezia che si autoavvera. Quindi ho messo la cintura e non scorderò mai più di metterla ogni volta che poggerò il culo su una macchina.

La strada era dritta. Per me era dritta. Forse il sonno (era domenica mattina), forse l'idea che le strade, a quell'ora di domenica, fossero praticamente deserte. O forse, più plausibile, la mia solita faciloneria alla guida (rasenta veramente il patologico..dovrei analizzare questa cosa..); fattostà che mi sono ritrovata a "invadere" la corsia contraria credendo di dover andare a dritto, quando invece il cartello con freccina blu mi diceva di svoltare obbligatoriamente a destra...e...CRASH!!! con una bella alfa romeo 147 nuova di pacca.

Macchina? distrutta da buttare (la sua), irriparabile (la mia).

Spalla e testa sbattute al finestrino e una bella sbucciatura rossa. Mi è rimasto il segno della cintura. E se non l'avessi avuta? nessuno si è fatto male, per fortuna, ma se non l'avessi avuta? cazzo che incubo.

Dopo qualche secondo di incoscienza a seguito del colpo, scendo di macchina ( o da quel che ne rimane): il conducente dell'altra vettura è un vecchio 80enne (ma si può ancora guidare a quell'età???) accompagnato dalla moglie, sua "coetanea":

"Aiuto, aiuto! Sto morendo! 118, ambulanza..il cuore...diomio..aiuto! Infarto, cuore...soccorso"

Panico...panico...che faccio ora?! senso di colpa a gogò, regressione istantanea, mi metto a piangere: "non l'ho fatto di proposito, lo giuro! siggg...mi sono distratta, pensavo di dover andare dritto, lo giuro! non portatemi in galera" manco sentivo il dolore alla testa e alla spalla..

Arriva l'ambulanza che conferma il falso allarme; solo paura, nessuno si è fatto male, per fortuna..è stato un incidente enorme ( c'è di peggio, ovviamente, ma l'ho vissuto come un terremoto).

Dopo due orette, tranquilli, arrivano quelli della polizia municipale a fare i rilevamenti...e una foto di là, una foto di quà passano interminabili minuti sotto il sole. Sono diventata rossa come un'aragosta cotta.

Che trauma. Mi sono presa una paura di nulla. E ancora mi circola nella testa l'idea: e se non avessi avuto quella cazzo di cintura???

E la mia povera pandina verde??? da buttare....sig...

Lunedì in reparto: "dottoressa, come è rossa! stata al mare questo week-end eh?? noi qui ricoverati e lei al mare...brava brava!" ... "Eh si! ho preso troppo sole ieri!"

Probabilmente è un sentimento molto egoistico e stupido, ma il reparto è una salvezza per me; tutto quello che vedo lì dentro mi aiuta a sublimare i miei traumi quotidiani.

Dita calcò le scene alle 12:53 | commenti: commenti (34)(popup)