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Dominus

Recitato in data domenica, 16 settembre 2007 reparto, de vita, parapsicologia, traumi quotidiani, inquietudo


Stamani mi sono svegliata alle cinque perchè ho sentito molti spari.
Ha riaperto la stagione della caccia, evidentemente.
Mi sono chiesta come fa una persona ad alzarsi alle quattro, prendere cane e fucile, fare kilometri arrivando nel bosco per uccidere degli animali.
Uccidere degli animali!
Questa è una delle cose che, nonostante le mie inumane capacità comprensive, rimarrà misteriosa.
Un pò come i cerchi nel grano...mah.
Mi sono interrogata per circa....due minuti, giusto il tempo di uscire dalle calde coperte, raggiungere il cesso e fare pipì...stavo scoppiando!
Poi mi sono riaddormentata.
Sempre con l'eco dei fucili e dei latrati di cani.
Mi sono risvegliata alle nove, ho fatto il caffè con la schiuma e ho mangiato a quattro palmenti, perchè, si sa, la colazione è il pasto principale; anche se poi ti riaccoccoli sul divano inebetito dalla tv e dal cibo.
Ecco, si. Questo è il mio settembre. Questa la stessa sensazione che mi vien dietro da mesi: oscillo da uno stato di frenetica ansia nell'attesa che qualcosa di incredibilmente fantasmagorico mi colpisca e mi sconquassi l'equilibrio quotidiano, alla sempre più convinta consapevolezza che non c'è niente di incredibile che deve succedere....e mi inebetisco sul da farsi; non so se mi tortura di più l'attesa dello sconvolgimento o la consapevolezza che questo piattume è la vita. Che poi non è un piattume vero e proprio...è il convencersi che l'esistenza è proprio la somma di tante piccole cose quotidiane che dobbiamo via via costruire.
Oddio, come sono quadrata oggi.
No, in realtà sono tremendamente triste perchè il mio tirocinio è finito.
E' finito! Terminato, liquidato, completato, chiuso....è passato un anno da quando ho cominciato a farmi sfruttare ed adesso è già finito!
Un altro passettino fatto verso l'autorealizzazione.
Ed essendo io tremendamente romantica e di animo deflesso, non posso che riguardare sempre al passato e piangere per ciò che non c'è più...
Ho fatto l'ultimo colloquio con quella che, coincidenza, è stata la prima persona che ho visto, sei mesi fa...
Ho salutato il mio capo ( che rivedrò alla scuola di specializzazione fra qualche mese)...
Ho ringraziato i miei cari tanto cinici medici compagni di stanza...
Ho fatto ciao-ciao alle infermiere che non avranno più qualcuno sotto di loro da trattar male...
Ho sorriso alle inservienti con cui prendevo il caffè schifoso della macchinetta....
Ho stretto la mano al capo reparto che tutti temono...

Ma perchè ho la sensazione di essere invecchiata tutto d'un botto?
Le cose che prima di affliggevano, non le penso più...o forse le ho ricacciate giù nel profondo, inconscio buco che è la nostra anima?
Le cose a cui ero tremendamente e rigidamente attaccata e a cui credevo di non poter rinunciare, non le ho più...non le credo più...
Mi sembra tutto più facile e nello stesso tempo tutto molto più complicato...più facile perchè ho imparato ad accettare alcuni lati personali e ho capito che, nonostante tutto, si può sempre andare avanti e cambiare; più difficile perchè ora mi devo concentrare sul resto del mondo.......su quello che c'è al di fuori.
Che angoscia pazzasca.
E poi c'è la solitudine.

Manca qualcosa.
.....
.....
......
Eppure manca qualcosa....
Si, manca qualcosa....

O_O

Grom....la mia dottoranda non c'era....non le ho detto addio..
Dita calcò le scene alle 19:53 | commenti: commenti (21)(popup)
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...E Piove

Recitato in data giovedì, 23 agosto 2007 reparto, de vita

Per fortuna sta piovendo. Ormai sono giorni che piove e c'è chi dice che l'estate sta finendo. Mi sollazza l'idea che io sono qui laureainparcheggio03mentre miei colleghi sono b179bd97cd3ca0550d10645adc095c38

 

 

 

 

 

 

 

 

e fuori piove! ah ah.

La vita in reparto scorre lieta e tranquilla. I medici sono tornati alle loro piccole battaglie intestine quotidiane (ben nascoste, per carità!), wolverine

i pazienti sono tornati ad essere impazienti e depressi (vabbè...hanno tutta la nostra umana comprensione), il lavoro è sempre pasentemente realizzante..

Mi sento un pò strana. Come se vivessi nella quiete prima della tempesta. Come se l'uragano Ivan stesse viaggiando a gran velocità per raggiungere proprio me. Mi capita, a volte, di non riuscire a capire l'origine dei miei stati d'animo e delle mie emozioni: sarà energia ben canalizzata o pura forza d'inerzia? non capisco se sono tremendamente centrata in quello che faccio o se sto semplicemente sublimando qualche mancanza con pensieri rosei inesistenti. Un pò come dire..

<Sarò in vetta alla cima del monte più alto o sarò in procinto di cadere in un enorme burrone fangoso?>

caduta

O forse sarà che ricevo continuamente messaggi di amici lontani che mi dicono:

<Qui al mare (in montagna, in città, in collina.....ovunque in vacanza!) tutto bene...come va lì, il lavoro da te?>

Immagine

Non ce la poso fare.

 

Dita calcò le scene alle 13:21 | commenti: commenti (12)(popup)
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Come-In Out

Recitato in data martedì, 14 agosto 2007 reparto, de vita, la rossa, lesboworld

Ho aspettato con estrema ansia tutta la settimana con la mente proiettata a quella che sarebbe stata la giornata di domenica. Avevo fissato di andare a trovarla al mare. Lei. La mia nuova fiamma dai capelli neri.

Eh, si perchè le cose ultimamente sono cambiate. In realtà non è che sono proprio cambiate cambiate; sono...evolute. La Dottoranda dai capelli lunghi e rossi la vedo molto poco perchè, come avevo detto in precedenza, me l'hanno trasferita di reparto e quindi, a meno di non incontrarla alla macchinetta del caffè (dove passo le ore ad attenderla, nonostante sia in altro edificio dal mio posto di lavoro), non ho occasione di vederla sempre, come vorrei. Quindi, se la matematica non è un'opinione, lontano dagli occhi, lontano dal cuore (n.d.r. che cazzata).

La mia attenzione fluttuante non poteva che posarsi sulla Specializzanda dai capelli neri che, ultimamente, mi ha affiancato molto spesso nelle mie giornate di routin da tirocinante.

Non è oggettivamente bella. Cioè: è molto molto bella, ma di una bellezza imperfetta, particolare, armoniosa e poi....non so....credo che abbia la capacità nascosta di emanare feromoni come le mosche femmine. Immagine

Dev'essere, per forza, l'unica spiegazione...i maschi della sua stessa specie cadono come pere mature dall'albero ogni volta che lei sfiora loro con uno sguardo. Se poi ci si mette pure a parlare......va bè! fatto il patatracche. Si, anche io ho fatto la mia parte da pera matura. Matura....maturotta, diciamo.pera

 

 

 

Avevo fissato di andarla a trovare al mare. Ho fatto 100km in mezz'ora circa, credo. Una scheggia per arrivare da lei. Con la panda. Se non è amore questo.

Mi ha accolto in desabillé..... "Cominciamo molto, molto, molto bene", ho pensato.

Siamo state sulla spiaggia, sul bagnoasciuga a prendere il sole come due Veneri nate dalla spuma del mare (patetica, lo so, ma se mi vedeste in questo preciso momento, vedreste anche i miei osceni occhi a cuoricino). 610

Lei: bella, abbronzata ma non troppo, leggiadra e disinvolta su quel telo da mare, con le ciocche di capelli perfette che facevano meravigliosi volteggi nell'aria e il prendisole assolutamente in armonia col suo corpo...e io: pallida come un cadavere, coi capelli a criniera di leone a causa del vento forza 9, con il costume che da una parte pendeva, dall'altra stringeva.....armoniosa come una spinta dalle scale.

Vabbè, a parte la versione estetica di noi, ci siamo divertite moltissimo. Riso ancora di più. C'era un nugulo di uomini intorno che giravano, giravano, giravano e guardavano...e poi sorridevano e salutavano con la manina. apicoltura

 

 

 

 

E poi si vedeva in lontanaza affrettarsi la moglie con le braccia tese a riprendersi ciò di cui era proprietaria...Che ridere. 

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Si, erano tutti intorno a noi... sempre per la storia dei feromoni.

E mentre si parlava....

"Si, io non sono una bacchettona in fatto di avventure, sessualità...." ho detto.

"Ah figurati, nemmeno io..." risponde lei " ...anzi ti raconto questa...." e mi ha riempito di piacevoli aneddoti della sua vita di coppia.

"E poi mi ritengo un'esteta! cioè..apprezzo la bellezza in senso lato, senza guardare, infondo, di che sesso è..." l'ho presa larga.

"Eh si...se una donna ha un bel fisico bisogna riconoscerlo...e poi nella vita non si sa mai"... dice lei.

Be be be be be be.....orecchie a punta....GAYDAR.

gaydar

"Hai perfettamente ragione, guarda! anche io la penso così..anzi, anzi...a volte mi piace di più l'altra sponda che..."  vai, l'ho detto.

"Ah si? mah...."

Non sembrava troppo convinta dalla mia affermazione. Però, intanto, l'ho affermato! non sia mai che quando le prende il momento nellavitanonsisamai io passi da lì vicino.

Ero in brodo di giuggiole. E mentre cuocevo nel mio brodo...BeeBee...messaggio: la Dottoranda (ah si...le ho estor...ci siamo amichevolmente scambiate il numero di telefono!).

Che fantasmagorica domenica ragazzi!

gaydar_white

 

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Ventura

Recitato in data mercoledì, 06 giugno 2007 reparto

Ho fatto gli straordinari in reparto......se sei disponibile a dare la tua mano, si pigliano, con una certa indifferenza, tutto il tuo braccio. Comunque sono appagata dal fatto che la mia presenza pare gradita ( se non altro perchè *gratuita*) e remunerata con una certa "dissemina" di nozioni pratiche che colgo e metto in saccoccia.

"Ma secondo lei siamo veramente creatori del nostro avvenire? Cioè...quello che siamo e quello che otteniamo dipende da noi? Le scelte che facciamo adesso influenzano il nostro futuro in maniera capitale? Ciò che abbiamo deciso di intraprendere anni addietro è la causa di ciò che siamo ora? E quello che decideremo..."

"....e ho capito signora! e faccia parlare anche me cristo...".

No questo ovviamente non l'ho detto, ma l'ho pensato. Le persone che intendono fare, in quel colloquio di un'ora, il bilancio della propria esistenza intera (e spesso sono persone ultrasessantenni), vogliono un orecchio che ascolti e due occhi che esprimano empatia. Non vogliono sapere la personale opinione di chi presta loro attenzione circa queste tematiche esistenziali: lo sanno che sono interrogativi da porsi solo quando il tempo a nostra disposizione sta per scadere.

Comunque mi sono incagliata, questo pomeriggio, valutando la questione del destino, del senso della vita, delle risonanze del nostro agire...mi capita spesso di interrogarmi su questi motivi esistenzialoidi da quando lavoro in reparto. Mi sono chiesta cosa sarei, adesso, se avessi optato per altre strade, cosa avrei tra le mani se avessi fatto scelte diametralmente opposte a quelle che, invece, ho fatto e soprattutto cosa avrei ottenuto se nei momenti di totale razionalismo ( molto rari, a dire il vero..) mi fossi lasciata andare alll'istinto e se nei momenti di assoluta passionalità ( molto frequenti, sicuramente..) avessi razionalizzato di più. Ecco, quello su cui mi cruccio è il pensiero che, in determinate occasioni, ho fatto proprio la scelta più sbagliata (forse) e se potessi tornare indietro, con il senno di poi, non rifarei mai gli stessi passi....mi rincresce non poter tornare indietro e rimediare. Ma come si fa a saperlo prima? Per quanto riguarda il futuro..bhà..sarà l'incoscienza dei 20 anni, un pizzico di delirio di onnipotenza, la fermezza ed il coraggio derivanti dal non essere mai, mai, mai stata abbandonata, dal non aver mai affrontato le complicazioni da sola...ma sono certa di poter fare quasi tutto. Entro i limiti del ragionevole, ovviamente. Di poter fare tutto e di poter, soprattutto, tornare indietro nel momento in cui mi renderò conto di aver errato (errato, ma non fallito). Quello che mi intimorisce riguarda solo la mia personale capacità..spero di poter arrivare ad avere una buona dose di critica da saper riconoscere cosa merita, chi merita e perchè merita la mia fatica e il mio attaccamento. Spero di poter sublimare il mio enorme difetto di vedere sempre o tutto bianco o tutto nero. Come direbbe un mio amico ( LUI!!) sempre e solo o tutto quore o tutto ratio. Spero di essere sempre abbastanza in alto, ma mai sopra la cresta. Spero di imparare a pormi sempre nel modo giusto a seconda di chi ho di fronte. E di convincermi che co-esistere è difficile sempre e non bisogna essere wonderwoman. 1871ca1a

Magari spero pure che questo delirio egomanico prima o poi finisca! :P

Dita calcò le scene alle 20:19 | commenti: commenti (3)(popup)