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Tennent's star

Recitato in data sabato, 24 maggio 2008 de vita, teatralità, borrachata, inquietudo, lesboworld
Ecco qua...una Tennent's vicino alla tastiera, gli occhi etilici a mezz'asta, le dita un pò fremanti...
Sinceramente pensavo a qualcosa di meno melodrammatico per il ritorno alla bloggosfera, ma..si sa..la maggior parte delle persone scrive proprio per scaricare l'anima ulteriormente appesantita dalle pene ed io non posso certo dire di essere da meno, vero...
Mi commisero veramente tanto in questo momento..
Riesco lucidamente a vedermi dall'esterno (nonostante le...ehm...3 birre? si, tre birre) e sembro la protagonista di una stomachevole pellicola a tema di serie b!

Allora...

Le cose, da sei mesi a questa parte, sono mooooolto cambiante. Eccome se sono cambiante!
Innanzittutto sono fidanzata.
Grazie, grazie...

E poi sono ufficialmente lesbica.

Si.

Non che prima non lo fossi, ma...non avendo mai avuto una storia "seria" ( lo metto tra virgolette perchè la serietà di una storia è sempre affare molto soggettivo e personale..), tutti ancora pensavano ad una "inclinazione simil-infantile destinata ad assopirsi".

Più o meno è così che diceva, si...

Comunque..

Non so se posso affermare ufficialmente di essere lesbica, ma...amo una donna...una donna *vera*..

E con *vera* intendo una donna femminile e non la classica lesbica "villosa" che possiamo ritrovare nell'immaginario collettivo....con tutto il rispetto per le lesbiche villose..

Il problema è che..accettando di essere lesbica, amando una donna e volendo far parte di "questo" mondo...devo anche accettare una serie di mazzi e contromazzi che, sinceramente, non ero pronta ad affrontare....

Tanto per incominziare:
1)le gelosie femminili....che mi stanno brasando l'anima. Perchè se hai una interazione/relazione/scambievolezza/reciprocità/dù parole in croce con un qualsiasi altro essere, sia esso di origine umana/animale e/o vegetale....sei una stronza perchè ci provi con qualcun'altro/a/altro vivente.
2)tutte le fisime su come ti vesti, ti atteggi, ti trucchi, ti muovi, cammini...respiri. "Non penserai di uscire con quella maglietta, vero?????????" ed io ingenuamente: "Ehm, si perchè? mi sta male?" e lei: "Fa troppo troia in cerca...levala assolutamente". "Ok amore.."
3)le "strane" sensazioni. Si perchè le donne hanno un "sesto" senso e pensano veramente che quel sesto senso (spesso indice solamente di una carenza o un eccesso di ormoni) sia qualcosa di cui bisogna assolutamente fidarsi. Soprattutto se è al livello dello stomaco.
4)la stronzaggine delle "altre" che, appena saputo che sei piacevolemte in coppia, ti trovano irresistibile e cercano di concupirti.......soprattutto quelle che prima non ti si filavano manco per caso...e cercano di farti cascare nei loro tranelli per distruggere ciò che più ami.
Questa è tosta, eh...
5)i "saggi" consigli delle vecchie lesbiche (vecchie nel senso che sono "su questa barca" dall'uno quando non c'era nessuno, praticamente...) che altro non fanno che metterti un'ansia spropositata.
6)le mutevolezze quotidiane. Perchè se ieril'altro era nero e ieri era bianco...oggi è assolutamente grigio. E senza possibilità di discutere alcuna.
7)E i pensieri tipo "So che tu pensi che io presumo che tu hai detto di me che io credevo che tu ritenessi vero ciò che in realtà non poteva essere che tu reputassi...." oppure ".....chissà cosa stai giudicando con quello sguardo e con quell'espressione lì: magari credi che io sto pensando che tu...etc...". Solo una parola: cervellotico.
8)l'arte di complicarsi l'esistenza. Anche le cose più lisce e lineari, per una coppia lesbica diventano...decisamente insormontabili.

Bhè.

Con tutta questa filippica, similcomicodrammatica, volevo solo alleggerirmi l'anima oltremodo appesantita dalle pene.
Perchè io ho esattamente tutti gli otto punti descritti.
E mi sono quasi venuta a noia da sola.
Dita calcò le scene alle 00:49 | commenti: commenti (11)(popup)
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Memento

Recitato in data venerdì, 23 novembre 2007 de vita, lesboworld
........quando si ha qualcosa di veramente importante a cui pensare (e con quel veramente importante mi riferisco, nello specifico, all'infantile passione che ti prende e ti porta via senza possibilità di raziocinio alcuno), la vita diventa estremamente più leggera!
Ho un esame?Io??ma di che cianci? la scuola di specializzazione??ma che inezia.....e potrei continuare all'infinito su ogni particolare fondante la mia esistenza.
E la vaga, quanto incerta possibilità di fruire di quella sciocca cupidigia di cui sopra, condisce l'avanzo della vita come maggiormente leggero e inconsistente.
No via....non devo seppelirmi sei piedi sotto terra! Infondo non è fasulla, questa volta, la pulzella che il cor mi rode.
Ma non parliamo di LEI....anche se, in realtà, l'ho fissa nella mente dalla mattina a colazione fino....a colazione del giorno dopo ( ora che mi trovo a ripetere gli ultimi argomenti per l'esame di stato, non di rado mi scopro a ri-petere i microscopici segnali, assolutamente inesistenti che solo io ho notato con la forza dell'amore e da lei emessi in reazione alla mia presenza)...
Parliamo di questo stolto riflesso di ipervalutazione dell'altrui presenza all'interno del mio mondo.
( Non c'è nulla da fare...quando sono innamorata la mia sublimazione preferita è la scialorrea in un lessico fintamente forbito...pardon)
Nell'atto comportamentale quotidiano ho fatto passi da gigante. Infondo non immolo più le intere mie giornate all'infradicio lacrimale o alla ripetizione perpetua del mantra karmico "come soffro...non mi amerà mai". Ho fatto passi da gigante. Tre anni di terapia, dico...tre anni. Adesso riesco a compiere egregiamente e senza compromissione sociale tutte le mie impellenti faccende. Oddio....egregiamente e senza compromissione. Bhà....più o meno.
Ma la testa? la testa dove la mettiamo?? non certo nell'esecuzione dell'attività.
La mente va.....da lei....vola....a quei momenti...a quei pensieri..."chissà che voleva realmete dire quando ha detto 'vuoi dell'acqua?'.....chissà che realmente voleva fare quando è andata al cesso voltando bruscamente le spalle al mio cospetto....qualcosa avrà voluto dire di certo".
E mentre la mente è impegnata in queste faccenduole di primaria importanza, accadono piccoli incidenti......lo specchietto della macchina viene accidentalmente colpito dall'albero del parcheggio....la lavastoviglie rimane leggermente aperta durante il lavaggio e la stanza sembra Venezia quando straripano i canali.....i vestiti bagnati si dimenticano di scendere dalla stufa in ebollizione e, ops!, si carbonizzano.
E mi ci viene pure da ridere!! mi sembravano così carini quei vestiti nero fuliggine.
Tutto mi sembra bellissimo. Anche queste instabilità e labilità emotive che danno una sferzata alle mie giornate altrimenti troppo equilibrate mi sembrano bellissime. E LEI mi sembra bellissima e, questa volta, così sincera.
Anche se non vi interessa, vi terrò aggiornati.
Sull'esame, ovviamente.
Dita calcò le scene alle 19:56 | commenti: commenti (6)(popup)
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Fides

Recitato in data venerdì, 02 novembre 2007 de vita, parapsicologia, traumi quotidiani, lesboworld
Stavamo parlando di anima.
Chi, infondo, non si ritrova il mercoledì sera, in una stanza fredda, a parlare di anima, delle sue ferite e dei suoi diritti?
Ecco....stavamo parlando di anima, di spirito, del rispecchiarsi nell'anima dell'altro e discorrevamo su quanto i nostri desideri "veicolari", del nostro corpo più terreno, da una parte ci allontanino dalla piena espressione della nostra essenza pura, e dall'altra siano una strada maestra per ascoltare il nostro Sè. I desideri, soprattutto quelli più ossessivi e possessivi, potrebbero essere l'espressione delle nostre ferite profonde, magari subite e ricevute gratuitamente in tempi remotissimi e ancora un pò sanguinanti....ascoltare ciò che il nostro corpo ci chiede è importante per raggiungere con l'orecchio la voce dell'anima; stando bene attenti a non fermarsi, però, alla materialità di quella smania.
All'inizio mi parevano parole rilucenti come gocce d'oro e quasi avevo i brividi.
<...ma cavolo, voglio essere così, come quest'uomo che sta parlando ed ammalia con le sue sentenze animiche....ho proprio fatto la scelta giusta!>
Ma poi...
E' bello elevarsi ad idee talmente platoniche da sperimentarsi così incorporei e volteggianti; architettare e concepire una nuova ragione che ti dà il vigore e la sicurezza che <ho deciso....da domani voglio ascoltare il mio profondo>;
poi sali in macchina, metti quel cd e la carogna ti sale.
(Mi sa che di recente devo aver involontarimente sbrigliato la carogna..adesso sale e scende a suo piacimento dalla mente, al cuore, allo stomaco, fino ai piedi, per poi risalire...e non mi sta mica tanto bene).
Si è appena finito di parlare di nuova essenza all'orizzonte, senza macchia e senza pecca, per una futura esistenza animica e poi....mi cadi nella carognissima?
Intendendo con carognissima il più completo stato di inappagatezza, velato di malinconia e generalmente diretto verso un particolare viso e/o persona.
Ultimamente la penso spesso; a come avrei dovuto agire e come ho agito; a come avrei dovuto parlarle e a come non le ho parlato; a come mi sembra di essere stata presa e a come l'ho presa io.......grom.
Insomma: penso e rifletto ai mille cavilli che avrebbero potuto essere diversi e gestiti meglio e al fatto che adesso mi manca lei moltissimo. Non credevo che pochi mesi sarebbero bastati per bruciarsi così, e invece...ma guarda un pò.
E quindi, capito? altro che essenza pura e spirito....bietto desiderio dei bassifondi.
Poi vai dal gastroenterologo per la sindrome irritabile cronica...

<Che succede?>
<Bua al pancino...tanto male>
...non ho detto espressamente così, ma, sai, i medici, se ti mostri troppo consapevole del tuo dolore, mica ti prendono sul serio..
<Che dolore?>
<Turgore, quasi tumefazione, fitte a grappolo, ritenzione; e poi a volte succede che mi prende anche lo stomaco; e poi, quando mi mangio qualche alimento particolare...>
<Si si ho capito tutto...è una ferita interna. La mando da uno specialista. Ecco la richiesta>
<No, guardi, non credo sia...no no....non ho nemmeno finito di dirle che ho fatto una dieta..e poi...uno specialista?? Ma il mio medico mi ha mandato qui da lei che è uno specialista...>
<Si, certamente quello che ho detto...una screpolatura o similare. Torni con il referto del mio collega più specialista>
<Ma io veramente..pensavo..credevo che..ho fatto anche una cura ayurvedica che mi ha fatto bene, ma ora non posso...>
<Si si perfetto. Forse è il caso che faccia una vera cura adesso..>
Ha rimarcato particolarmente quel "vera cura". Che forse mi ha dato dell'esoterica?
<Guardi se mi ascoltasse due minuti potrei raccontarle che...>
<....Si, dopo che ha fatto la visita
(iper)specialistica> l'iper l'ho aggiunto io <torni da me>
<Magari potrebbe...>
<Si si, benissimo ecco...sono 70 euro>
<Vede io ho fatto....70 euro? per cosa?>
<Per la visita>
<La visita specialistica che devo fare?>
<No, quella che le ho appena fatto>
<........................>
immaginate un viso (il mio) e il suo sconcerto e turbamento.
<.........>
immaginate, ora, un viso (del sanitario) e il suo paraculamento accidioso.
<Mavafancùùùùùùùùlo>

....non ho detto espressamente così, ma, sai, i medici, se ti mostri troppo indocile, dicono che sei oppositivo e ti mandano a psichiatria.
Dita calcò le scene alle 16:26 | commenti: commenti (14)(popup)
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Consecutio Temporum

Recitato in data mercoledì, 10 ottobre 2007 de vita, parapsicologia, inquietudo
Il problema è che non sempre riesco a vivere nel presente. Questo è.
A' voglia a fare tutte le tecniche meditative di centramento della mente, di respirazione e rilassamento, di contemplazione ascetica del piacere di fare le cose.....bla bla bla...
E bla bla bla...
Spesso vivo in un altro tempo. E non necessariamente questo è il futuro prossimo (ossessione e ansia) o il passato remoto (malinconia e depressione).
Io dimoro nel condizionale. Presente e passato.
Per cui:
"Io dovrei, e invece..."
"Io potrei, però.."
"Io vorrei, ma.."
"Avrei dovuto fare....avrei dovuto dire....avrei potuto essere..."
E ancora:
"Sarei, potrei, avrei..."
E il circolo dell'insoddisfazione eterna e incrollabile si autoalimenta. Un desiderio irrealizzabile segue una smania impossibile. E anche nell'eventualità un sogno si avveri e una meta sia raggiunta....ce n'è già pronta una successiva più grande e lontana.
La solitudine diventa insopportabile e rifuggita come lebbra.
I tempi morti sono riempiti come buchi in una diga.
Ipersollecitazione. Iperstimolazione.
Ipertutto pur di non pensare.
Capisco che la serenità non è data dall'avere materiale.
Ma quando ti guardi e non apprezzi ciò che vedi e vorresti volare via con la mente.....che fai??
Dita calcò le scene alle 19:57 | commenti: commenti (16)(popup)
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Perle

Recitato in data sabato, 29 settembre 2007 de vita, parapsicologia, teatralità, traumi quotidiani, notiziorum
petruzzelliPuò il senso di rassegnazione essere una chiave di volta per aprire la risoluzione della situazione problematica?
Pensavo a questo ieri mattina, mentre scorrazzavo nel traffico con.....lei: l'attrice che più preferisco e che ha calcato le scene del mitico Petruzzelli di Bari. Mia nonna.
Guidavo cercando di non perdermi nei meandri di Scandicci rivoluzionato dalla prossima Tramvia e nelle orecchie solo quella voce:
"..perchè devi tornare a recitare, ora abbiamo il teatro fisso e le scene e i compagni recitano benissimo e siamo una bella compagnia e la Sandra non la reggo e si deve recitare a Pisa, a Livorno e siamo richiestissimi..e ora si va al tenax, sai che recitiamo al tenax?" Si, alla disco con gli impasticcati e le luci psichedeliche. Lei lo farebbe senza problemi, non vi preoccupate.
"Certo nonna"
"...e tuo zio ha fatto un incidente e devo pagare...e poi metto l'apparecchio acustico e mi gira sempre la testa...oioi come si invecchia male..e la tua mamma e la Vanna e Mauro e quanto è bravo, bello, onesto, attore, umile, un buon partito, sposalo e lo dico per te e lo sportello del forno, mi devo comprare un nuovo frigorifero, faccio una cambiale, un mutuo, delle rate..devo portare il cane a tosare, mi accompagni? e mi lasci davanti al comune che devo andare a Mani Tese? e ci serve un divanetto per la scena e mi dai il tuo no anzi me lo compro nuovo, gonfiabile, con tre gambe, alto, morbido, senza cuscini ma con lo schienale e braccioli, ma economico, usato, trasferito, filtrabile, me lo regalano, a fiori, ma forse con le stringhe fa più scena e lo ricompro, lo imbottisco, lo cucio, lo cuocio...ieri sera mi son fatta la peperonata, il pollo, il latte condensato, devo fare la spesa, non ho soldi, mi fai un prestito, ma ho riscosso..."
"Certo nonna"
"..e l'incidente che ha fatto tuo zio, te l'ho detto? mi servono un milione e mezzo e dove li trovo? e poi metto l'apparecchio acustico e mi gira sempre la testa...oioi come si invecchia male..e la tua mamma e la Vanna e Mauro e lo sportello del forno........e siamo già arrivati???"
"Certo nonna"
Insomma quando devo stare con...lei è sempre un pò una preoccupazione per me perchè non so mai come mi ritrovo quando tutto è finito; e questo mi crea ansia a livelli psicosomatici, con attributi annessi.
Ma non è solo...lei che mi crea questo disagio; è un pò una reazione che ho (ho avuto) di fronte alle più svariate situazioni, per non dire tutte le situazioni: si sa che chi soffre d'ansia patologica la generalizza a tutti i livelli di vita.
Ieri mattina non avevo ansia.
Mi sono sorpresa.
Eppure la situazione era altamente ansiogena, ve lo assicuro!
Ma non lo ero e ciò mi ha dato da pensare.
Credo sia l'effetto di quel processo di cui parlavo giorni fa. Ho misteriosamente imparato a vedere automaticamente il buono e il positivo in ogni situazione: tutte ce l'hanno, bisogna solo avere voglia di trovarlo. E una volta trovato, si prova un mistico piacere nel fare le cose; non solo, ma ci si convince che tutto ciò che facciamo è necessario e utile e degno di essere fatto bene; bisogna godere di ogni nostro compartamento ed essere focalizzati nel qui ed ora senza vagare col pensiero a ciò che verrà dopo, poi, domani, fra una settimana o fra un'ora. Questo contrastare il presente che non ci piace ed essere proiettati nel futuro, mette ansia. Patologica. Che poi viene somatizzata.
Credo che questo passaggio, insight, automatico all'accettazione del godere recondito di tutte le cose stia nel fatto della rassegnazione. Mi sono rassegnata, ieri mattina, a passare una sfilza di minuti interminabili con...lei e ho evitato, così, di sprecare energie mentali per una vana opposizione alla situazione e ho scoperto, con mio sommo piacere, che è stata anche una piacevole mattinata!
Insomma..tutto per dire che i soldi che da tre anni dò al mio analista, non sono stati buttati.
Perchè, come dice...lei, mia nonna che ha calcato le scene del Petruzzelli di Bari, siamo tutti come il ciuco del Benelli: con mille mali sotto la coda e la coda marcia.
Dita calcò le scene alle 19:02 | commenti: commenti (16)(popup)
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Dominus

Recitato in data domenica, 16 settembre 2007 reparto, de vita, parapsicologia, traumi quotidiani, inquietudo


Stamani mi sono svegliata alle cinque perchè ho sentito molti spari.
Ha riaperto la stagione della caccia, evidentemente.
Mi sono chiesta come fa una persona ad alzarsi alle quattro, prendere cane e fucile, fare kilometri arrivando nel bosco per uccidere degli animali.
Uccidere degli animali!
Questa è una delle cose che, nonostante le mie inumane capacità comprensive, rimarrà misteriosa.
Un pò come i cerchi nel grano...mah.
Mi sono interrogata per circa....due minuti, giusto il tempo di uscire dalle calde coperte, raggiungere il cesso e fare pipì...stavo scoppiando!
Poi mi sono riaddormentata.
Sempre con l'eco dei fucili e dei latrati di cani.
Mi sono risvegliata alle nove, ho fatto il caffè con la schiuma e ho mangiato a quattro palmenti, perchè, si sa, la colazione è il pasto principale; anche se poi ti riaccoccoli sul divano inebetito dalla tv e dal cibo.
Ecco, si. Questo è il mio settembre. Questa la stessa sensazione che mi vien dietro da mesi: oscillo da uno stato di frenetica ansia nell'attesa che qualcosa di incredibilmente fantasmagorico mi colpisca e mi sconquassi l'equilibrio quotidiano, alla sempre più convinta consapevolezza che non c'è niente di incredibile che deve succedere....e mi inebetisco sul da farsi; non so se mi tortura di più l'attesa dello sconvolgimento o la consapevolezza che questo piattume è la vita. Che poi non è un piattume vero e proprio...è il convencersi che l'esistenza è proprio la somma di tante piccole cose quotidiane che dobbiamo via via costruire.
Oddio, come sono quadrata oggi.
No, in realtà sono tremendamente triste perchè il mio tirocinio è finito.
E' finito! Terminato, liquidato, completato, chiuso....è passato un anno da quando ho cominciato a farmi sfruttare ed adesso è già finito!
Un altro passettino fatto verso l'autorealizzazione.
Ed essendo io tremendamente romantica e di animo deflesso, non posso che riguardare sempre al passato e piangere per ciò che non c'è più...
Ho fatto l'ultimo colloquio con quella che, coincidenza, è stata la prima persona che ho visto, sei mesi fa...
Ho salutato il mio capo ( che rivedrò alla scuola di specializzazione fra qualche mese)...
Ho ringraziato i miei cari tanto cinici medici compagni di stanza...
Ho fatto ciao-ciao alle infermiere che non avranno più qualcuno sotto di loro da trattar male...
Ho sorriso alle inservienti con cui prendevo il caffè schifoso della macchinetta....
Ho stretto la mano al capo reparto che tutti temono...

Ma perchè ho la sensazione di essere invecchiata tutto d'un botto?
Le cose che prima di affliggevano, non le penso più...o forse le ho ricacciate giù nel profondo, inconscio buco che è la nostra anima?
Le cose a cui ero tremendamente e rigidamente attaccata e a cui credevo di non poter rinunciare, non le ho più...non le credo più...
Mi sembra tutto più facile e nello stesso tempo tutto molto più complicato...più facile perchè ho imparato ad accettare alcuni lati personali e ho capito che, nonostante tutto, si può sempre andare avanti e cambiare; più difficile perchè ora mi devo concentrare sul resto del mondo.......su quello che c'è al di fuori.
Che angoscia pazzasca.
E poi c'è la solitudine.

Manca qualcosa.
.....
.....
......
Eppure manca qualcosa....
Si, manca qualcosa....

O_O

Grom....la mia dottoranda non c'era....non le ho detto addio..
Dita calcò le scene alle 19:53 | commenti: commenti (21)(popup)
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Me

Recitato in data venerdì, 14 settembre 2007 de vita, notiziorum

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Versione South Park (grazie dell'aiuto!)

Lo dicevo che ero figa da paura! :D

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Dita calcò le scene alle 14:02 | commenti: commenti (10)(popup)
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Le Ragioni Di Sabina

Recitato in data lunedì, 10 settembre 2007 de vita, teatralità, notiziorum, lesboworld

Finalmente, dopo tanta attesa, ieri sera sono riuscita ad andare al cinema a vedere la Guzzanti e il suo Le Ragioni Dell'Aragosta.

Ho trovato spunti di riflessione interessanti e molte chiavi di lettura, di questo film. La protesta alla politica moderna è resa più delicata e passa attraverso temi coinvolgenti come l'importanza di dedicarsi anima e corpo ad un progetto focalizzandosi sul lavoro da compiere, piuttosto che sulla meta da raggiungere e facendo emergere quanto siano fondamentali i rapporti umani e sociali, i quali ci aiutano ad uscire dalla nostra ristrettezza e, a volte, autistica, fissazione mentale. La fatica fisica, intellettuale, spirituale e la fatica della convivenza in un gruppo, viene fuori come possibile soluzione ai tempi corrotti e decadenti in cui viviemo, perchè il futuro migliore, prima di raggiungerlo, è importante saperlo immaginare nella sua costruzione.

Bellissimo, ovviamente, rivedere parte del vecchio gruppo di Avanzi riunito insieme ancora una volta e gustarsi nuovamente alcune scene più o meno comiche di spettacolo libero...

....e mentre ero lì, intenta a carpire ogni messaggio possibile e costruttivo della pellicola e a svolgere il mio ruolo di finta intellettualoide con i miei accompagnatori, spunta un omino, munito di microfono, che si presenta come critico (.....mah.) cinematografico, ed annuncia un dibattito sul film......e da dietro la tenda rossa compare nientepopòdimenoche

guzzanti(3)

<Ah, benissimo! dev'esser la mia serata fortunata!>.

Un'oretta di interazione con Saby (ormai pappa&ciccia io e Saby) che ci ha spiegato come è nato il film, l'idea, lo spunto da parte dei vecchi amici-colleghi, gli intenti ed i progetti futuri...

Ovviamente la banalità delle domande che le sono state poste ha rasentato l'incredibile (e non dovrei lamentarmi visto che io per prima sono stata muta come un pesce per tutta l'ora...), ma mi ha sorpreso la semplicità, la scioltezza con cui si è resa disponibile ai nostri occhi.......

Che bella.

 

Dita calcò le scene alle 11:46 | commenti: commenti (22)(popup)
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...E Piove

Recitato in data giovedì, 23 agosto 2007 reparto, de vita

Per fortuna sta piovendo. Ormai sono giorni che piove e c'è chi dice che l'estate sta finendo. Mi sollazza l'idea che io sono qui laureainparcheggio03mentre miei colleghi sono b179bd97cd3ca0550d10645adc095c38

 

 

 

 

 

 

 

 

e fuori piove! ah ah.

La vita in reparto scorre lieta e tranquilla. I medici sono tornati alle loro piccole battaglie intestine quotidiane (ben nascoste, per carità!), wolverine

i pazienti sono tornati ad essere impazienti e depressi (vabbè...hanno tutta la nostra umana comprensione), il lavoro è sempre pasentemente realizzante..

Mi sento un pò strana. Come se vivessi nella quiete prima della tempesta. Come se l'uragano Ivan stesse viaggiando a gran velocità per raggiungere proprio me. Mi capita, a volte, di non riuscire a capire l'origine dei miei stati d'animo e delle mie emozioni: sarà energia ben canalizzata o pura forza d'inerzia? non capisco se sono tremendamente centrata in quello che faccio o se sto semplicemente sublimando qualche mancanza con pensieri rosei inesistenti. Un pò come dire..

<Sarò in vetta alla cima del monte più alto o sarò in procinto di cadere in un enorme burrone fangoso?>

caduta

O forse sarà che ricevo continuamente messaggi di amici lontani che mi dicono:

<Qui al mare (in montagna, in città, in collina.....ovunque in vacanza!) tutto bene...come va lì, il lavoro da te?>

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Non ce la poso fare.

 

Dita calcò le scene alle 13:21 | commenti: commenti (12)(popup)
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Ἀντιγόνη

Recitato in data martedì, 21 agosto 2007 de vita, teatralità

 

antigone

 

 I gran vanti
   dei superbi, da duri castighi
   colpiti, ammaestrano
   troppo tardi, a far senno, i vegliardi.


Dita calcò le scene alle 16:56 | commenti: commenti (11)(popup)