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Il Dio frigorifero

Recitato in data mercoledì, 11 novembre 2009
Era tanto che non mi capitava di sognare.
L'ultimo periodo (diciamo gli ultimi 4 mesi) è stato caratterizzato da un certo grigiore arido energetico-libidico-ormonale che ha portato in ordine: no sesso, no vigore, no immaginazione e/o fantasticheria, no attività onirica, ma in compenso strafame, strasonno, stralivore idrofobico, prostrazione, pavento, scossoni d'umore...e a ruota tutti i sintomi più viscidi del consumo nevrastenico.
Quindi svegliarmi di soprassalto con quest'immagine pittorica, florida, nitida...luminosa del frigorifero aperto...eh bè!!!Frigorifero <Che sia la volta che l'animo e la vitalità rientrino in me???>
Sgambettavo su quella bicicletta come un'osannata ed ero al Suo portone con ben quindici minuti di anticipo. Cribbio, mai successo...dieci si, quindici addirittura, mai.
Mi siedo e rido a 32 denti.
<Mi sono ricordata un sogno>
Un tiè infondo ci stava tutto.
<Oh>
<Che sogno! potrei dire... IL SOGNO>
<Comincia>.
<Casa mia. Cucina di casa mia. Frigorifero mio. Lo apro e tanta carne putrefatta. Puzzo. Lo pulisco bene bene che devo simposiare per Lei. Tolgo il marcio e ci sono moltitudini di insetti..una frotta di insetti. Un nugolo di insetti. Un esercito appestante, laidissimo di insetti lerci e ripugnanti..disgustorama dicevano alla tv..e..>
<Si, procedi>. Epigrafica, quanto la odio.
<Basta..tutto qui. Casa mia, frigo mio, carne putrefatta, insetti..oh..eh eh cavolo..Sono felice perchè io c'ho visto tanta positività..mi sono svegliata con la nausea, si, ma molto più leggera, capito? cioè..il frigo, il frigo sono ovviamente io, mi sto togliendo tutto questo decomposto putrido che sento ultimamente abitare in me. Mi sto liberando con le mie mani di tutte le cose guaste che mi opprimono e...l'olezzo se ne va..se ne va l'olezzo e sta tornando il pulito..e sicuramente positivo, bello, sole, luce, uscita, dolcezza, purezza.....>
<Ne sei sicura?> sentenzia Lei più cattedratica e laconica di prima guardandomi con l'occhialuto occhietto fuori dall'orbita.
<Nooo?>
La sedia non può nascondermi, nonostante la mia ormai solo simulacra fisica.
<Io vedo che....frigorifero uguale tuo padre>
E qui un tiè infondo ce lo voleva mettere tutto. Lei.
Eccola là, la solita spiegazione freudiana.
Ed è così che abbiamo cominciato a lavorare sul Dio frigorifero e abbiamo cominciato a distruggere la Sua immagine.
Finalmente la caduta degli Dei, senza la quale il povero umano emarginato non potrà mai costruire la sua strada.
Dal simbolo frigorifero (che ormai campeggia patinato sopra la testata del mio letto..così..come ammonimento ed esortazione di ciò che mai e poi mai potremo e dovremo diventare), abbiamo fatto poi una lunga divagazione che ha portato a smontare tanti altri ideali ibridi, da me trasfigurati con l'abito di valore esistenziale, che, oggettivamente dai, non fanno vivere.
Tipo il pregio del "bastarsi" di cui parlai poco sotto.
Bastarsi? e de chè..?
Perchè, come mi hanno fatto notare, siamo soli, si..ma non è poi così terribile.
E la simbiosi non è la soluzione.
Nè tantomeno la soluzione risiede nell'opposto atteggiamento, ossia la clausura.
Si può camminare fianco a fianco su sentieri diversi e ridere e gioire insieme.
Senza camminarsi addosso.
Senza dolersi soprattutto se si ha bisogno di qualcuno accanto, con cui fare un piccolo tratto di cammino. Come "individui" e non come parti platoniche di frutti mancanti.
Non è la realtà, spesso, che ci fa soffrire, ma è la distanza fra questa che viviamo e la velleità che aligna solo nella nostra testolina e cerchiamo inutilmente di raggiungere.
Molto semplice come ragionamento (a detta Sua), ma ci si casca..eccome se ci si casca.
Quindi barbanera consiglia:  è futile ed avverso (masochistico, si!!!) rodersi ed accalorarsi su una realtà che non possiamo modellare a nostra fantasticheria, ma comunque potremmo lavorare su una fantasia ottimizzabile attraverso ciò che di bello (ma anche di brutto ed oscuro) possediamo nel nostro intimo.
......
....?
Inutile voler essere un leone se sei nato pecora, dai!
Cerca di plasmare i tuoi lati di pecora (chessò..la lana che ti cresce e ti scalda..il carattere mite..il fatto che non mangi carne..) di modo che tu possa tripudiare nel tuo recintino ed essere gongolante!!Happy!
Troppo giusto, sorella.

Pecora

Il problema ora è far capire alla mia testa, al mio corpo tutto e al mio cuore, soprattutto, che il frigorifero che stiamo bramando di comprare coi mezzi più equivoci e masochistici...verrà sostituito con un bel termoconvettore quale io (in realtà) sono.
Speriamo almeno sia in pellet così risparmio. Visti i tempi che corrono...
Sig.
Dita calcò le scene alle 20:58 | commenti: commenti (8)(popup)