Che Con-Fusione
Recitato in data lunedì, 31 agosto 2009
Non posso farcela a vivere alla giornata.

Cosa ho capito da questo week-end-stacco-la- spina-per-meditare-sulle-grandi-questioni?
Che sono troppo stordita e perplessa per concentrarmi su qualsiasi cosa sia più articolata di un'azione rfilessa ed automatica. Figuriamoci se posso filosofare sui grandi teoremi esistenziali nascita-vita-morte et miracoli dell'amore.
Le persone sono tutte confuse, impaurite, idealiste, galoppanti verso aspirazioni che non stanno nè in cielo nè in terra e, con la lapalissiana inottenibilità di queste, si giustificano per la loro mancanza di attività, creatività, magnanimità, apertura, disponibilità...(lo so, nella mia con-fusione, le parole mi si ammassano e sembra una lista spesa..lo so..) e allora vedi qualcuna che dice: "l'ho preso troppe volte nel deretano..ora mi faccio i c...i miei e fanculo" e ti trattano come zerbini, dimostrando anche un cinismo midollare.

Altre che oggi-ti-amo-da-morire-domani-sono-già-più-tranquilla-dopodomani..ma-che-cazzo-vuoi-chi-ti-conosce?.

Altre ancora che non riescono a conciliare l'opra dei due neuroni in croce che si ritrovano e quindi vagano nella nebulosa encefalica.

Il tutto condito con una buona dosa di cattiveria, maliziosità e superalcolici (che non guastano mai).
Il pensiero ricorrente è: "la vita è merdosa, faccio di tutto per peggiorarla e soprattutto vivo seguendo esclusivamente l'emozione del momento. Perchè sono sincera, IO".
Cioè scusa? vivere nella perenne sottomissione alle emozioni (se mi alzo triste piango sulla spalla di tutti, se mi alzo felice amo tutti, se mi alzo incazzata ammazzo tutti, se mi alzo indispettita parlo alle spalle di tutti...) è essere sinceri? agire senza pensare, ma rispondendo senza rispetto alcuno alle emozioni più istintive...è sincerità?? O_o

Quindi il mio caos interno non ha potuto far altro che inglobare altri pensieri, altre mentalizzazioni, altre certezze e ingrandirsi oltremodo.
Il problema è che non riesco a vivere alla giornata.
Ho bisogno di certezze esterne (su quelle interne ci stiamo lavorando, ma..ahimè..è tutto molto più lungo). Poche, ma certezze.
E l'esterno invece ti abbaglia e scompare come l'anello di fumo di una sigaretta.

E la mia sensazione di non essere nè carne nè pesce nè tantomeno pastasciutta, aumenta esponenzialmente.
So che lascio dipendere la mia felicità da qualcuno che non sia io e so anche che mi carico del peso dell'infelicità di altre persone, come se dipendesse da me.
So che dovrei gioire ed essere soddisfatta di quello che ho, senza cercare di cambiarlo, senza coltivare in me l'erba voglio.

So che dovrei essere più tranquilla perchè la vita va sempre avanti e non si rimane mai soli.
E allora non posso che pensare...che con-fusione.

Cosa ho capito da questo week-end-stacco-la- spina-per-meditare-sulle-grandi-questioni?
Che sono troppo stordita e perplessa per concentrarmi su qualsiasi cosa sia più articolata di un'azione rfilessa ed automatica. Figuriamoci se posso filosofare sui grandi teoremi esistenziali nascita-vita-morte et miracoli dell'amore.
Le persone sono tutte confuse, impaurite, idealiste, galoppanti verso aspirazioni che non stanno nè in cielo nè in terra e, con la lapalissiana inottenibilità di queste, si giustificano per la loro mancanza di attività, creatività, magnanimità, apertura, disponibilità...(lo so, nella mia con-fusione, le parole mi si ammassano e sembra una lista spesa..lo so..) e allora vedi qualcuna che dice: "l'ho preso troppe volte nel deretano..ora mi faccio i c...i miei e fanculo" e ti trattano come zerbini, dimostrando anche un cinismo midollare.

Altre che oggi-ti-amo-da-morire-domani-sono-già-più-tranquilla-dopodomani..ma-che-cazzo-vuoi-chi-ti-conosce?.
Altre ancora che non riescono a conciliare l'opra dei due neuroni in croce che si ritrovano e quindi vagano nella nebulosa encefalica.
Il tutto condito con una buona dosa di cattiveria, maliziosità e superalcolici (che non guastano mai).
Il pensiero ricorrente è: "la vita è merdosa, faccio di tutto per peggiorarla e soprattutto vivo seguendo esclusivamente l'emozione del momento. Perchè sono sincera, IO".
Cioè scusa? vivere nella perenne sottomissione alle emozioni (se mi alzo triste piango sulla spalla di tutti, se mi alzo felice amo tutti, se mi alzo incazzata ammazzo tutti, se mi alzo indispettita parlo alle spalle di tutti...) è essere sinceri? agire senza pensare, ma rispondendo senza rispetto alcuno alle emozioni più istintive...è sincerità?? O_o
Quindi il mio caos interno non ha potuto far altro che inglobare altri pensieri, altre mentalizzazioni, altre certezze e ingrandirsi oltremodo.
Il problema è che non riesco a vivere alla giornata.
Ho bisogno di certezze esterne (su quelle interne ci stiamo lavorando, ma..ahimè..è tutto molto più lungo). Poche, ma certezze.
E l'esterno invece ti abbaglia e scompare come l'anello di fumo di una sigaretta.
E la mia sensazione di non essere nè carne nè pesce nè tantomeno pastasciutta, aumenta esponenzialmente.
So che lascio dipendere la mia felicità da qualcuno che non sia io e so anche che mi carico del peso dell'infelicità di altre persone, come se dipendesse da me.
So che dovrei gioire ed essere soddisfatta di quello che ho, senza cercare di cambiarlo, senza coltivare in me l'erba voglio.

So che dovrei essere più tranquilla perchè la vita va sempre avanti e non si rimane mai soli.
E allora non posso che pensare...che con-fusione.
Dita calcò le scene alle 14:44 | commenti: commenti (5)(popup)





Per carità..io non ho niente contro i counselorsss, anzi. 


