Formiche
Stavamo ragionando su un fatto accaduto nei giorni scorsi.
Una cosa molto banale: in reparto si è presentata una signora con formale richiesta di consulenza in mano rilasciata da...bho...che asseriva di avere un appuntamento con...mah! (non ricordava il nome)..per le 4 (ma forse erano le 5..o anche le 6, chissà) e non trovando lei nessuno che l'accogliesse per la visita ambulatoriale, ha piantato una grana minacciando a destra e a manca medici e affini.
La cosa di cui discutevamo non era questa, trattandosi di un evento, direi, quotidiano nell'ambiente della sanità pubblica, di trovarsi con un appuntamento rimandato/posticipato/cancellato/dimenticato/già passato..
Il fatto è questo: mi ha telefonato (anzi..io ho telefonato per chiarimenti) il boss numero 2 ( il numero 1, giustamente, è a prendere il sole in lidi ben lontani da qui) e mi son sentita chiedere: "come giustifica l'assenza di personale di ieri pomeriggio? dove si trovava ieri alle 5, più o meno?"
"ero andata a casa..." ho risposto "..avevo fatto le mie ore, avevo finito il lavoro e me ne sono andata, come faccio sempre"
"qualcuno può confermare la sua versione?" ...ma che sono sotto processo?
Insomma, per farla breve, mi si chiedeva di giustificare l'assenza di psicologi alla tal ora e di giustificare il fatto che la signora in questione aveva un appuntamento in un orario e in un giorno in cui non c'è, di solito, nessuno...
Da brava paracùla, mi sono affrettata a dire che 1) non sapevo nulla 2) non c'entravo nulla, dato che io non posso fare visite ambulatoriali 3) non volevo sapere nulla.
Ecco, dicevo che discutevamo, in generale, sul modo di reagire in tali situazioni e con tali personaggi ( tuoi superiori a lavoro) che si pongono in maniera così ambigua. Ambigua, si, perchè io non ho ben capito quello che boss numero 2 voleva comunicarmi fra le righe durante la telefonata..è il mio capo, avrebbe potuto (come di solito capita) farmi il cazziatone spacciando (come di solito capita) un errore suo per un errore solo mio. E non l'ha fatto. Mi ha chiesto di fare nomi di persone che potrebbero, eventualmente, essere coinvolti nel patatracche..mi accusava dolcemente ma nello stesso tempo mi sgravava dal peso con frasi tipo "..effettivamente cosa c'entri tu..".
Discutevamo su quella che poteva essere la reale intenzione della telefonata. Voleva una formale auto accusa? voleva creare una sorta di "alleanza intestina" (cosa assai di moda in ospedale)...Mi hanno detto che ho fatto male a fare la parte della gnorri; mi hanno detto che, in certe situazioni, è meglio prendersi la responsabilità anche di fatti che non ci competono e tranquillizzare così il capo di turno. Che tanto fare la parte di quella che "si fa solo i fatti suoi" in certi contesti, non paga.
Io cerco sempre di non prendere mai posizioni e di fare la displomatica con tutti. Cerco di essere comprensiva e di non puntare il dito. Cerco di non rinfacciare le cose. Lo faccio perchè sono molto sul "vivi e lascia vivere" e mi aspetto che le persone facciano lo stesso con me. Ecco, fondamentalmente mi comporto così perchè voglio essere lasciata in pace come io lascio in pace gli altri, perchè a volte, mi verrebbe proprio da schiffeggiare taluni individui per il loro comportamento...ma non lo faccio. Mi trattengo, comprensiva.
Ma non so se questo atteggiamento mi ha, fino ad ora, ripagata poi tanto. Forse dovrei coinvolgermi di più e responsabilizzarmi maggiormente? Dovrei mostrare di avere un carattere incisivo? Ho sempre un pò di timore, nell'ambito lavorativo così come nella vita, di esprimere fino all'ultima parola ciò che ho in mente...ho sempre paura di dover giustificare tutto e sempre.






....sospiratio...




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mentre miei colleghi sono là 













