Recitato in data domenica, 22 aprile 2007
teatralitĂ
Sabato sera a teatro. Uno dei teatri, ormai, più chic della Firenze d'elite; un teatro dove, tesserati, si entra per mangiare, riposare, leggere, ascoltare musica da camera, acculturarsi e, grazie a dio, conoscere artisti, autoctoni e non, nelle loro migliori performance. Stasera si parte da un testo di Carlo Emilio Gadda e ci si lascia incantare dall'arte sublime di Massimo Verdastro in Eros e Priapo. Un conferenziere su un palco scarno e buoio, di fronte ad un pubblico che, forse, non esiste, inveisce contro la figura del Duce ( nevroticamente acclamato come Ku-ce dalle folle in piazza), inveisce contro quel detentore della cadrega che voleva far figliare le donne per mandare i rampolli alla guerra, guerra, guerra e che riuscì ad arrivare al potere per tramite di un mix infernale di "patria, birri e femine". Il Ku-ce, il Maschio-Maschione, il provolone, il barilico detentore spermatozoico che impavonisce donne, uomini, vedove, zitelle ovaicamente ammaliate dal quadro sulla parete e naticamente sculettanti per Corso Impero... "Ku-ce, Ku-ce, Ku-ce.."....spettacolo attualissimo sul metodo di vendita del consenso comune, ai giorni nostri affinato grazie ai mezzi di comunicazione di massa, ma, paradossalmente, identico al secondo dopoguerra..

Che dire? Sono sinceramente soddisfatta da questa serata all'insegna del buon cibo ( Teatro Del Sale, se magna più che bene e se beve meglio...) e della recitazione viscerale e, oserei dire, confidenziale. Mi prende sempre uno strano groppo allo stomaco quando mi siedo davanti al palco, le luci si spengono e le persone accolgono con un sospiro l'attore che esce dalle quinte...mi par di sentire l'adrenalina del teatrante che sale a mille poco prima di solcare il proscenio e, poi, si trasforma in pura energia nel momento in cui si rende conto di essere davanti ad occhi famelici che guardano ed aspettano....sento solo profonda invidia e desiderio di essere lì, a dar vita allo spettacolo....Per la mia proverbiale timidezza non avevo mai ceduto alle proposte di mia nonna circa la recitazione, nonostante insistesse sempre con prepotenza; non avevo mai detto di si....mai fino a quella volta. La mia prima volta sulla scena fu un misto di orribile terrore e mistico appagamento narcisistico: il cuore mi batteva, sudavo copiosamente, tabula rasa nel cervello, desiderio di dar la vita in cambio della possibilità di non entrare in scena, nessun tipo di sensazione fisica perchè tutto assolutamente centrato sulla paura e la vergogna, secchezza delle fauci....fino al momento in cui sono entrata e tutto è sparito...ero semplicemente in estasi, come una drogata che si è appena fatta una pera della sua sostanza preferita..........semplicemente io nel mio essere Diva....due gesti, due parole e non volevo più tornare indietro. Il suggeritore che mi gridava "esci, esci, esciiiiiiiii cristooooo...". Io che, nel terzo atto, rientro prepotentemente sbattendomi del fatto che il mio personaggio era già da 20 pagine uscito dalla storia del copione.....In quattro parole "Amore A Prima Vista".
Voglio recitare.

Ah...se avete occasione, andate a vedere Maria Cassi. Non conosco davvero parole sufficienti per descrivere la maestria di questa attrice.
*Luca Scarlini
Dita calcò le scene alle 01:22 | commenti:
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