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Recitato in data lunedì, 16 novembre 2009
La normalità è propria dell'uomo mediocre.reality
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Nella gioia, nel dolore.

Recitato in data domenica, 15 novembre 2009
Sicuramente ho fatto il pieno di emozioni in questo week end.
Ero già piena prima di entrare al seminario..
Venerdì sera una persona poco più che conoscente, vista due volte, mi ringrazia per averLa accolta con bontà.
"Dopo anni sei stata la prima che, sapendo tutto quello che c'è da sapere, non mi ha voltato le spalle quando mi ha incotrata per strada e, anzi, mi ha invitato nel suo mondo. Grazie. Sei una bellissima persona".
Toralmente inaspettato come apprezzamento.
Ego a mille.

E poi Lei, che da 3 settimane (da quando ha avuto quel lutto) girava e girava nella mia testa senza darmi quiete.
Non so perchè mi stesse tanto indigesto questo incontro.
Non ho dimestichezza con le condoglianze, è vero, ma non è mai stato terribile..tanto terribile il pensiero di avvicinare l'angoscia e gestire il senso di impotenza che deriva dallo specchiarsi in occhi che parlano di un dolore apparentemente insaziabile ed incancellabile.
Non mi è mai rimasto così difficile il confronto con quello sguardo.
Ho montato per giorni come una maionese a 16 uova.
Era lì, vicino alla macchinetta del caffè.
Non lo diresti mai quello che sta passando... i suoi occhi sono sempre lieti e consapevoli.
"Ma guarda...hanno cambiato marca di cialde.."
Stupida, che dici?
"Ciao..io..ciao..come..."
La abbraccio con tutta la forza che ho nei miei esili arti.
"..in che stanza siamo?"
La solita, ovviamente.
In cerchio, ci creiamo la dinamica.
Si parla di autenticità. Di sincerità.

Autenticità e sincerità: non è dire tutto quello che si pensa e si sente, ma è pensare a tutto quello che si deciderà di dire. La sincerità deriva da un'attenta ed oculata scelta volitiva che pondera emozioni, pensieri, morale, interlucoture, fine..... e porta sensazioni di fiducia e benessere.. Tutto il resto è soggezzione all'istinto.

Quanto il nascondere fatti, emozioni, eventi, dolori, gioie personali al gruppo ci fa essere capziosi e menzogneri?
Quanto la sincerità va a braccetto con la totalità psichica e mentale?
Siamo tutti un pò negativi.
Tutti ci vediamo con una maschera dietro la quale segregare ciò che di più esecriamo di noi.

Tocca a Lei e parla del suo lutto, ma non è esasperante.
Ci racconta del suo dolore, non dettagliatamente e non superbamente..è molto centrata su di noi, sul presente, su quello che vive e vede in questo preciso momento.
Penso che se fossi io ad avere quelle immagini negli occhi e quello spasimo nell'anima, sarei tutt'altro che centrata e partecipe. Sarei tutt'altro che di compagnia.
Sarei tutt'altro.
Sicuramente non qui al seminario.
Oh, è il mio turno..
"Crea la dinamica..il gruppo è tuo per 15 minuti e tu sei la regista".
Dita prende campo ed eccola sotto l'occhio di bue.
Mi tormento le mani, guardo altrove, gesticolo...(quanto gesticolo quando parlo!) e tiro fuori quello che da due anni sto nascondendo a tutti; è un'ammissione, quasi..è una responsabilizzazione, come dire "ecco qua, ho bisogno di aiuto..è vero".
Ho altro che devo dire. E lo devo dire a Lei, devo o scoppio.
"Non voglio fare un'apologia, ma io sono stata sicuramente una, fra tutti, che si è allontanata. Di fronte al tuo lutto sono rimasta paralizzata e quello che ho fatto è stato il massimo che potevo fare".
Ho paura. Mi scende una lacrima.
Tutti mi guardno. Poi guardano Lei.
Una partita a tennis, praticamente.
Minuti interminabili di silenzio e tante domande che mi affollano la testa.
"Che cosa starà pensando? cosa staranno pensando tutti loro? come mi stanno giudicando? mi stanno giudicando? sono eccessiva? sono stronza? stupida forse...che faccio? una fuga in bagno?"
Help.
Mi guarda e sorride.
Ha parole dolci e di accoglienza per me.
Mi riconosce nel mio disagio, nel mio dolore, nel mio imabarazzo ed ha parole di gioia. Dice che mi accetta e che quello che ho fatto per lei lo ha apprezzato. Dice che ho rispettato il nostro rapporto, sono rimasta fedele a quel (poco) che c'è tra noi..se avessi fatto di più l'avrei delusa, sarei stata insincera.
Mi ringrazia per la mia autenticità.
Prendo queste parole con tutto l'amore che ci può essere.
La ringrazio e piango.
Piango per me e per Lei.
Piango perchè non c'è niente di più evoluto e spirituale del provare gioia nel dolore.
E mi chiedo quando e se ci arriverò mai.
Intanto mi godo queste parole che mi sono state donate, parole di riconoscimento e accoglienza. Di rispetto e bontà.
E mi dico che, forse, non è tutto perso a questo mondo.
Dita calcò le scene alle 15:45 | commenti: commenti (3)(popup)
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Il Dio frigorifero

Recitato in data mercoledì, 11 novembre 2009
Era tanto che non mi capitava di sognare.
L'ultimo periodo (diciamo gli ultimi 4 mesi) è stato caratterizzato da un certo grigiore arido energetico-libidico-ormonale che ha portato in ordine: no sesso, no vigore, no immaginazione e/o fantasticheria, no attività onirica, ma in compenso strafame, strasonno, stralivore idrofobico, prostrazione, pavento, scossoni d'umore...e a ruota tutti i sintomi più viscidi del consumo nevrastenico.
Quindi svegliarmi di soprassalto con quest'immagine pittorica, florida, nitida...luminosa del frigorifero aperto...eh bè!!!Frigorifero <Che sia la volta che l'animo e la vitalità rientrino in me???>
Sgambettavo su quella bicicletta come un'osannata ed ero al Suo portone con ben quindici minuti di anticipo. Cribbio, mai successo...dieci si, quindici addirittura, mai.
Mi siedo e rido a 32 denti.
<Mi sono ricordata un sogno>
Un tiè infondo ci stava tutto.
<Oh>
<Che sogno! potrei dire... IL SOGNO>
<Comincia>.
<Casa mia. Cucina di casa mia. Frigorifero mio. Lo apro e tanta carne putrefatta. Puzzo. Lo pulisco bene bene che devo simposiare per Lei. Tolgo il marcio e ci sono moltitudini di insetti..una frotta di insetti. Un nugolo di insetti. Un esercito appestante, laidissimo di insetti lerci e ripugnanti..disgustorama dicevano alla tv..e..>
<Si, procedi>. Epigrafica, quanto la odio.
<Basta..tutto qui. Casa mia, frigo mio, carne putrefatta, insetti..oh..eh eh cavolo..Sono felice perchè io c'ho visto tanta positività..mi sono svegliata con la nausea, si, ma molto più leggera, capito? cioè..il frigo, il frigo sono ovviamente io, mi sto togliendo tutto questo decomposto putrido che sento ultimamente abitare in me. Mi sto liberando con le mie mani di tutte le cose guaste che mi opprimono e...l'olezzo se ne va..se ne va l'olezzo e sta tornando il pulito..e sicuramente positivo, bello, sole, luce, uscita, dolcezza, purezza.....>
<Ne sei sicura?> sentenzia Lei più cattedratica e laconica di prima guardandomi con l'occhialuto occhietto fuori dall'orbita.
<Nooo?>
La sedia non può nascondermi, nonostante la mia ormai solo simulacra fisica.
<Io vedo che....frigorifero uguale tuo padre>
E qui un tiè infondo ce lo voleva mettere tutto. Lei.
Eccola là, la solita spiegazione freudiana.
Ed è così che abbiamo cominciato a lavorare sul Dio frigorifero e abbiamo cominciato a distruggere la Sua immagine.
Finalmente la caduta degli Dei, senza la quale il povero umano emarginato non potrà mai costruire la sua strada.
Dal simbolo frigorifero (che ormai campeggia patinato sopra la testata del mio letto..così..come ammonimento ed esortazione di ciò che mai e poi mai potremo e dovremo diventare), abbiamo fatto poi una lunga divagazione che ha portato a smontare tanti altri ideali ibridi, da me trasfigurati con l'abito di valore esistenziale, che, oggettivamente dai, non fanno vivere.
Tipo il pregio del "bastarsi" di cui parlai poco sotto.
Bastarsi? e de chè..?
Perchè, come mi hanno fatto notare, siamo soli, si..ma non è poi così terribile.
E la simbiosi non è la soluzione.
Nè tantomeno la soluzione risiede nell'opposto atteggiamento, ossia la clausura.
Si può camminare fianco a fianco su sentieri diversi e ridere e gioire insieme.
Senza camminarsi addosso.
Senza dolersi soprattutto se si ha bisogno di qualcuno accanto, con cui fare un piccolo tratto di cammino. Come "individui" e non come parti platoniche di frutti mancanti.
Non è la realtà, spesso, che ci fa soffrire, ma è la distanza fra questa che viviamo e la velleità che aligna solo nella nostra testolina e cerchiamo inutilmente di raggiungere.
Molto semplice come ragionamento (a detta Sua), ma ci si casca..eccome se ci si casca.
Quindi barbanera consiglia:  è futile ed avverso (masochistico, si!!!) rodersi ed accalorarsi su una realtà che non possiamo modellare a nostra fantasticheria, ma comunque potremmo lavorare su una fantasia ottimizzabile attraverso ciò che di bello (ma anche di brutto ed oscuro) possediamo nel nostro intimo.
......
....?
Inutile voler essere un leone se sei nato pecora, dai!
Cerca di plasmare i tuoi lati di pecora (chessò..la lana che ti cresce e ti scalda..il carattere mite..il fatto che non mangi carne..) di modo che tu possa tripudiare nel tuo recintino ed essere gongolante!!Happy!
Troppo giusto, sorella.

Pecora

Il problema ora è far capire alla mia testa, al mio corpo tutto e al mio cuore, soprattutto, che il frigorifero che stiamo bramando di comprare coi mezzi più equivoci e masochistici...verrà sostituito con un bel termoconvettore quale io (in realtà) sono.
Speriamo almeno sia in pellet così risparmio. Visti i tempi che corrono...
Sig.
Dita calcò le scene alle 20:58 | commenti: commenti (8)(popup)
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Demoni

Recitato in data domenica, 06 settembre 2009
Lo squarcio è sempre più grande e grondante.
Mi sembra che tutti i demoni che tenevo criptati dentro di me abbiamo trovato questo varco per catapultarsi fuori.
Non mi riconosco.
O forse mi vedo per la prima volta.
Finalmente mi vedo per quella bambina invisibile e paurosa che sono.
Ecco sono io: queste sono le mie paure più grandi, le mie incertezze, valanghe che vomito fuori e che mi stanno soffocando.
Una spaccatura così profonda non l'avevo mai provata.
Libertà contro simbiosi.
Colpa contro responsabilità.
Deità contro nullità.
Voglia di essere invisibile contro necessità di essere vista.
Paura contro tracotanza.
Bugia contro verità.
Adultità contro infantilità.
Zerbinaggio e dominio.
Rigidità e abbandono.
Bellezza e bruttezza.
Gelosia, invidia contro amore.
Fuga e stasi.
Tormento ed estasi.
Trasgressione, esagerazione, abbondanza contro siccità.
Solitudine e compagnia.
Tutto o nulla.
Fame o abbuffata.
Tutte queste dicotomie sono mie e sono laceranti.
Non riesco, non posso trovare un equilibrio e vorrei scappare via per ricercare un altro mondo, un'altra me.
Ma non posso fuggire dai miei demoni, perchè sono dentro di me e me li porterei ovunque.
Ho tanto, ho tanto di bello dentro e fuori di me. Ma se non sono gli altri a mostrarmelo, a dirmelo, io non vedo nulla se non schifo.

Sono scappata via da una simbiosi perchè mi stava soffocando.
Il legame mi soffocava, mi stava facendo morire dentro piano piano ed ho subito fino ad uccidere tutto quello che di numinoso ci poteva essere tra noi.
E adesso che mi ritrovo in compagnia di persone che mi apprezzano, apparentemente, per quella che sono, che mi fanno sentire a volte importante, che cosa sto facendo? sto male e sanguino perchè ricerco disperatamente una simbiosi che dia senso alla mia vita, alla mia persona. Perchè senza la metà simbiotica io non esisto e non sono nulla.
Questa ferita data dal tuo allontanarti, sta sanguinando e io cerco un'altra persona per tappare questo buco lacerato.
Ecco la verità.
Io non posso stare senza qualcuno che mi faccia sentire sempre, sempre sempre la dea più importante. Voglio tutto, tutti ai miei piedi, Voglio essere amata ed apprezzata, sempre. Desiderata.
Perchè da sola io non valgo niente.
Come come come fare per bastarsi a se stessi?


Dita calcò le scene alle 19:49 | commenti: commenti (10)(popup)
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Che Con-Fusione

Recitato in data lunedì, 31 agosto 2009
Non posso farcela a vivere alla giornata.

aiuto
Cosa ho capito da questo week-end-stacco-la- spina-per-meditare-sulle-grandi-questioni?
Che sono troppo stordita e perplessa per concentrarmi su qualsiasi cosa sia più articolata di un'azione rfilessa ed automatica. Figuriamoci se posso filosofare sui grandi teoremi esistenziali nascita-vita-morte et miracoli dell'amore.
Le persone sono tutte confuse, impaurite, idealiste, galoppanti verso aspirazioni che non stanno nè in cielo nè in terra e, con la lapalissiana inottenibilità di queste, si giustificano per la loro mancanza di attività,  creatività, magnanimità, apertura, disponibilità...(lo so, nella mia con-fusione, le parole mi si ammassano e sembra una lista spesa..lo so..) e allora vedi qualcuna che dice: "l'ho preso troppe volte nel deretano..ora mi faccio i c...i miei e fanculo" e ti trattano come zerbini, dimostrando anche un cinismo midollare.

tiamoot8
Altre che oggi-ti-amo-da-morire-domani-sono-già-più-tranquilla-dopodomani..ma-che-cazzo-vuoi-chi-ti-conosce?.

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Altre ancora che non riescono a conciliare l'opra dei due neuroni in croce che si ritrovano e quindi vagano nella nebulosa encefalica.

stupiditĂ 
Il tutto condito con una buona dosa di cattiveria, maliziosità e superalcolici (che non guastano mai).
Il pensiero ricorrente è: "la vita è merdosa, faccio di tutto per peggiorarla e soprattutto vivo seguendo esclusivamente l'emozione del momento. Perchè sono sincera, IO".
Cioè scusa? vivere nella perenne sottomissione alle emozioni (se mi alzo triste piango sulla spalla di tutti, se mi alzo felice amo tutti, se mi alzo incazzata ammazzo tutti, se mi alzo indispettita parlo alle spalle di tutti...) è essere sinceri? agire senza pensare, ma rispondendo senza rispetto alcuno alle emozioni più istintive...è sincerità?? O_o

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Quindi il mio caos interno non ha potuto far altro che inglobare altri pensieri, altre mentalizzazioni, altre certezze e ingrandirsi oltremodo.
Il problema è che non riesco a vivere alla giornata.
Ho bisogno di certezze esterne (su quelle interne ci stiamo lavorando, ma..ahimè..è tutto molto più lungo). Poche, ma certezze.
E  l'esterno invece ti abbaglia e scompare come l'anello di fumo di una sigaretta.

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E la mia sensazione di non essere nè carne nè pesce nè tantomeno pastasciutta, aumenta esponenzialmente.
So che lascio dipendere la mia felicità da qualcuno che non sia io e so anche che mi carico del peso dell'infelicità di altre persone, come se dipendesse da me.
So che dovrei gioire ed essere soddisfatta di quello che ho, senza cercare di cambiarlo, senza coltivare in me l'erba voglio.

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So che dovrei essere più tranquilla perchè la vita va sempre avanti e non si rimane mai soli.

E allora non posso che pensare...che con-fusione.
Dita calcò le scene alle 14:44 | commenti: commenti (5)(popup)
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Vigilia di partenza

Recitato in data venerdì, 28 agosto 2009
Penso che domani parto per 3 giorni di mare con le amiche.
Penso "finalmente..".
Penso che dovevo aspettare quasi la fine dell'estate per farlo.
La fine dell'estate.
Nelle braccia di chi, questo autunno e questo inverno, mi scalderò e troverò riparo?
Penso che sono triste.
Anche se domani, filnalmente, mi faccio un pò di mare con le amiche.
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Io, me, me stessa, ego..

Recitato in data mercoledì, 26 agosto 2009
Sento sempre di più la voglia di scappare via.
Anzi, non scappare.
Non voglio scappare via, ma solo andare a cercare quello che "dovrebbe" riempirmi.

Ehm O_o

Così suona alquanto equivoco.

Mi sento molto arida dentro.
sete






Questa siccità interiore mi paralizza.
 Vorrei andare via per trovare quel qualcosa che fertilizzi la mia anima.
Buffa questa cosa di "fertilizzare l'anima".
Penso a lei che sta soffrendo per causa mia.
Ho provato a dirle, tempo fa, che potevamo ancora fare qualcosa, ma non ci credeva ed ha preferito pensare che "passerà". Ora io non ho più voglia, fiducia. Ho solo desiderio di andare a cercare qualcosa, da sola, che possa rivitalizzarmi.
So che non ho colpa, ma non posso fare a meno di sentirmici.
Mi sento cattiva cattiva.
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Penso a lei che, invece, parla di aridità come stile di vita.
Si, ieri si parlava di sterilità, inaridimento interiore.
"TI ci fanno diventare, arida dentro!".
Ma io questa cosa qui non la crerdo.
Io non voglio farmi inaridire. Per lo meno non voglio che sia niente di più di uno stato temporaneo, mutabilissimo, limitato...iatrogeno!

incostr


Lavori in corso, insomma.
Al più presto torneremo più generosi e disponibili di prima!



Bisogna credere alla caducità delle cose e delle emozioni.
Non identificarsi in esse.
Non siamo i nostri pensieri, non siamo le nostre emozioni.
Così tutto questo non ci dominerà.
La felicità, il dolore, la gioia, l'equilibrio...tutto temporaneo.
Ed anche questo mio stato attuale (infertilità animica), è temporaneo.
Ne sono sicura.
Ne voglio essere sicura.
Dita calcò le scene alle 23:30 | commenti: commenti (5)(popup)
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Adesso

Recitato in data mercoledì, 26 agosto 2009
Forse non è vero che non si cambia.
O meglio.
A cambiare non sono le nostre "imperfezioni" che tanto ci fanno soffrire..
Quelle probabilmente rimangono.
Voglio dire: se sono una donna che si appassiona e si lascia trascinare dopo due minuti e si costruisce dei castelli cinematografici da un semplicissimo dettaglio insignificante...bè...questa tipicissima caratteristica (per altro, molto condivisa, soprattutto dal mondo femminile tutto) mi rimarrà sempre.
Cambia, però, il modo di affrontare queste tare, cambia la nostra capacità di sopportazione dell'angoscia e la nostra personale e masochista autoflagellazione.
Infatti mi pare che quello che prima metabolizzavo in mesi di sofferenza...adesso lo smaltisco e lo "scarico" in molto meno tempo. Una settimana al massimo.
Il mio limite di sopportazione è alquanto diminuito. L' autostima è notevolmente gonfiata, così come il riguardo verso me stessa.
OH MA SCHERZIAMO??
Sono gggiovane.
Sono bella.
Intelligentissima, pure.
Tutte le carte in regole per essere inseguita, e non per inseguire.
That's all.
Dita calcò le scene alle 08:19 | commenti: commenti (4)(popup)
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Da zero..

Recitato in data mercoledì, 26 agosto 2009
Si ricomincia tutto da zero.
Mi dispiace, mi dispiace da morire, ma è questo quello che sento.
Ho paura, dio se ho paura.
I cambiamenti spaventamno tutti.
E ora che succede?
Che succede?
Non mi sento più padrona di nulla, la terra mi si sgretola sotto i piedi...quella terra che tanto odiavo. Sono spaventata, ma felice...felice che finalmente qualcosa sotto di me, dentro di me, intorno a me si sta smuovendo. Così non potevo più andare avanti. No, non potevo.
So che tu dipendi dalle mie azioni...so che dovrai sottostare a quello che IO decidero'..
Non posso rimanere nel limo con te perchè tu hai paura di vivere.
Non posso.
Vorrei avere conferme dall'esterno, ma....come sempre l'esterno mi delude. Mi richiama a sè e poi mi delude. Mi deludi.
Non sei come credevo.
E quindi che fare? Contare solo su se stessi. Io presente. Io ci sono.
Il resto è dettaglio.
Dita calcò le scene alle 01:37 | commenti: commenti (2)(popup)
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Metti una sera d'agosto..

Recitato in data domenica, 23 agosto 2009
Alla fine ieri sera eravamo in sei. Pizza e vino.
Psicologa vs 2 counselorsss....2 contro 1. E' stata una battaglia impari.

boxePer carità..io non ho niente contro i counselorsss, anzi.
Nè più nè meno di un infermiere o un farmacista o un idraulico o uno spazzino,ecco.
Ma mi dà fastidio il piglio vanaglorioso che hanno quando gli si chiede "ma tra psicologo e counselor che differenza c'è?". E loro "ah guarda...sono due cose completamente diverse...due mondi opposti praticamente..".
Della serie: "per favore non mi parificare con quegli altri là".
Cioè, scusa?
No, perchè io, la differenza tra counselor e psicologo (a parte la sottile discrepanza fra anni di studio, anni di tirocinio, esami di abilitazione, soldi in libri e terapie...)..ecco, io la differenza non la vedo.
Entrambe sono professioni di aiuto, entrambe riguardano la sofferenza umana, entrambe usano il colloquio e la relazione come campo di lavoro.
"No, ma NOI counselorsss agiamo sul qui e ora, sul problema presente che la persona ci porta, su ciò che la fa soffrire ADESSO e risolviamo l'empasse nell'immediato. Non è come lo psicologo che ti tiene dieci anni in terapia a parlare del padre, della madre, complesso di Edipo, fricche&lacche e tutta quella roba là. Noi risolviamo i problemi nel presente". Dei maghi, praticamente (anche se userei di preferenza il termine più consono di fattucchiere...o anche millantatore. Ma se lo facessi passerei per invidiosa quale io non sono).
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Ah ok..cioè se dicevi "noi aiutiamo la gente a risolvere i problemi, lo psicologo aiuta la gente a complicarsi la vita andando a ravanare nel passato e ti piglia pure tantissimi soldi" era paro paro.
Comunque, ammettendo pure che la differenza tra le due figure sia il campo d'indagine, ossia presente vs passato (prossimo, remoto, a volte anche trapassato), chi mi dice a me PSICOLOGO che TU COUNSELOR rispetterai tale confine e se per caso la persona che hai davanti sfora nel suo passato, tu mi farai l'invio? Cioè IO mi devo fidare di TE?

stupido_ingGià esiste una sorta di incofessa lotta armata per l'accaparramento paziente fra noi psicologi-psicoterapeuti..in più ci siete voi che "risolvete problemi" nel presente, velocemente e indolorosamente (della serie..chi me lo fa fare di schiacciare 5 anni della mia vita da un terapeuta spendendo un discreto mucchietto di euri se posso risolvere il mio empasse adesso, subito con il counselor?).
Poi mi chiedi perchè gli psicologi guardano con una certa perplessità i counselorsss?
La serata è volata così.
Una pizza e un pò, tanto, vino (ma come mai le donne che mangiano la pizza ne lasciano sempre una parte nel piatto? che sia una striscia, che sia la crosta intera..lasciano sempre qualcosa alla mondezza. Che rabbia. Se sai che non la finirai, non la ordinare. Che costerà, poi, mangiare anche quell'ultimo bocconcino solitario nel piatto. Mah), tante chiacchiere sul lavoro, sulle amiche, taglia e cuci di quello e quell'altro..
E poi la domanda: "ma se tu accoppiato incontrassi qualcuno/a che ti fa girare il capo, lo diresti alla tua dolcissima metà?"
stupore"Che c'è??? perchè mi guardate tutti?? Non ho fatto niente io!!"

Sudarella..avevo sbevucchiato e avevo paura di dire troppo.

Con la mano sul cellulare, in attesa di una vibrazione illecita e colpevole, non sapevo che dire.
E sinceramente manco mi importava, infondo; la mia testa in questi giorni solo si scervella dietro al cellulare che non suona e ai perchè di quell'assenza, quel cambiamento, quella inaspettata freddezza e............................................

stop
















                STOP!!!

No...
Lo sai che non ci devi pensare, non ne devi parlare, non ne devi scrivere. Fermati prima che sia troppo tardi!

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Comunque..tornando alla domanda..io no, non credo lo direi alla mia dolce metà.
 A meno che la relazione non sia veramente importante e di lunga data e quindi ci tenessi particolarmente ad essere aiutata dalla mia compagna ed essere "salvata" dal mostro là fuori (leggi: la tentazione irresistibile)tentazione
vivrei questo scombussolamento in solitudine.
Perchè far star male ulteriormente chi ti sta accanto?

cupido-morto
Al tavolo hanno strabuzzato.

meraviglia
Tutte delle acque santiere che preferirebbero essere pelate e scorticate con una ramazza chiodata piuttosto che mentire alla propria donna.
Chiamiamo le cose col proprio nome: BUGIARDE!
Ma se la caratteristica più saliente del mondo lesbo è che TUTTE SONO STATE CON TUTTE e non ti puoi sedere ad un tavolo di amiche senza cadere in una guerra tra ex??
Che cavolo dici: "no io sarei assolutamente sincera".

Ecco cosa amo delle donne. Tutto è nel qui e ora (come per i counselorsss). Tutto il resto sono dettagli.
Dita calcò le scene alle 09:36 | commenti: commenti (1)(popup)